L’Italia rispetta i trattati e «fornisce attualmente sostegno garantendo accesso, basi e diritti di sorvolo alle forze statunitensi» ha detto un funzionario del Pentagono rispondendo all’Ansa che chiedeva un commento sulla decisione di Roma di negare l’uso della base di Sigonella ad alcuni bombardieri americani. «Sì» ha poi risposto il funzionario alla domanda se l’Italia rispetti i trattati con gli Usa sull’uso della basi.Gli accordi tra Italia e UsaSecondo gli accordi tra Usa e Italia, nel caso in cui gli Stati Uniti intendano utilizzare una loro postazione come trampolino di lancio per scopi bellici – come gli attacchi a Teheran – serve l’ok del governo italiano. Nell’ambito dell’attuale crisi, l’Esecutivo ha comunque annunciato che condividerà con il Parlamento eventuali decisioni sulla concessione di basi Usa. I primi patti che ne regolamentano l’utilizzo risalgono al primo dopoguerra: il Nato Sofa del 1951, poi il Bilateral infrastructure agreement del 1954 aggiornato nel 1973 e attualizzato con il Memorandum d’intesa Italia-Usa del 1995. Gli accordi sono in gran parte secretati.Pd: su Sigonella quadro opaco e preoccupante, Governo riferisca in AulaLe opposizioni chiedono chiarezza. In prima fila il Pd. «Alla luce delle notizie emerse nelle ultime ore e delle dichiarazioni rese dal ministro della Difesa Guido Crosetto – sottolinea Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd Sicilia e deputato del Partito Democratico – è necessario e urgente che il Governo riferisca con chiarezza in Parlamento su quanto sta realmente accadendo. Già in data 25 marzo avevamo formalmente richiesto un’informativa, evidenziando come, nella settimana precedente, si fossero verificate operazioni che lasciavano intendere un diretto coinvolgimento del nostro Paese in attività non riconducibili a mere funzioni logistiche o di supporto. A quanto apprendiamo oggi, anche grazie alle informazioni trasmesse dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, vi sarebbe stato un tentativo da parte degli Stati Uniti di utilizzare la base di Sigonella per operazioni a carattere offensivo, senza preventiva autorizzazione italiana. La decisione del ministro Crosetto di negare l’atterraggio rappresenta un fatto rilevante e corretto che conferma la fondatezza delle preoccupazioni sollevate nei giorni scorsi. Tuttavia, resta un quadro estremamente opaco e preoccupante, anche alla luce delle notizie relative all’utilizzo della base di Sigonella per attività di intelligence e supporto operativo in scenari di conflitto internazionale».Le basi Usa in ItaliaOltre a quello di Sigonella, ci sono anche gli aeroporti militari di Aviano in Friuli Venezia Giulia – da cui una dozzina di F16 sarebbero già stati trasferiti – e Ghedi (che ospiterebbe testate nucleari) in Lombardia. I porti sono quelli di Napoli e Gaeta, mentre le due basi sono Camp Darby in Toscana e Camp Ederle in Veneto. Esistono poi presidi minori e dislocazioni riservate. Oltre ai 13 mila militari americani nelle basi, altri 21mila fanno parte invece della VI flotta della Us Navy, dove ci sono 40 navi e 175 aerei di combattimento e di trasporto. Ci sono poi i porti di Napoli e Gaeta (c’è la sesta flotta americana) e le basi di Camp Darby (il più grande deposito di armi e munizioni americano in Europa), in Toscana, e di Camp Ederle e Caserma Del Din, in Veneto. Dislocati per il Paese ci sono poi sistemi di sorveglianza come il sistema Muos (Mobile user objective system) a Niscemi, che monitora anche la situazione in Medioriente attraverso radar e satellite.







