Ascolta la versione audio dell’articoloUn’Italia segnata da pessimismo, timori economici e crescente inquietudine per i conflitti internazionali, dall’Ucraina all’Iran. È il quadro che emerge dal report FragilItalia “Guerra e pace”, elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos, che, sulla scorta di un sondaggio condotto su un campione rappresentativo della popolazione (800 casi, di 18 anni e oltre), fotografa percezioni e aspettative degli italiani rispetto allo scenario globale e alle sue ricadute sulla vita quotidiana.Il dato più netto riguarda la percezione del futuro: più di 3 italiani su 4 (il 77%) ritengono che la situazione nei prossimi mesi peggiorerà rispetto a oggi, mentre solo il 22% intravede un miglioramento (il 34% tra gli under 30; il 32% nel ceto medio). Il pessimismo raggiunge livelli ancora più elevati tra le fasce sociali più fragili: arriva al 91% tra il ceto popolare e all’81% tra over 64, donne e non occupati.Loading…Il 59% teme la recessione, l’85% prevede un aumento del costo della vitaLe aspettative economiche dunque confermano un clima di forte incertezza. Il 59% degli italiani (71% nel ceto popolare) prevede una recessione nei prossimi mesi (di cui circa la metà una recessione “forte”), mentre il 29% si attende una fase di stagnazione. Solo il 13% immagina una crescita economica, peraltro debole. Ancora più diffusa è la preoccupazione per il costo della vita: più di 8 intervistati su 10 (l’85%) si aspettano un aumento nei prossimi mesi e quasi uno su due prevede rincari significativi. Il saldo tra aspettative di aumento e diminuzione dei prezzi è fortemente negativo, segno di una percezione quasi unanime di pressione sui bilanci familiari.Ansia diffusa: 3 italiani su 4 provano paura per il futuroI conflitti in corso incidono profondamente anche sul piano emotivo: il 74% degli italiani dichiara di provare spesso o costantemente ansia e paura per il futuro. Le principali paure legate ai conflitti in corso riguardano lo scoppio di una terza guerra mondiale (il 45%) e le conseguenze economiche (il 33%).Conflitti internazionali: consenso minimo, preoccupazione massimaNettamente negativo il giudizio degli italiani sui principali interventi armati. Meno di un intervistato su quattro (il 23%) approva l’azione statunitense in Venezuela; il 21% l’attacco di Usa e Israele all’Iran, il 19% l’intervento dell’esercito israeliano a Gaza, il 14% gli interventi israeliani in Libano e l’invasione russa dell’Ucraina. A questa distanza rispetto alle scelte militari si affianca una preoccupazione molto elevata. Il più alto livello di allarme è suscitato dall’attacco di Usa e Israele all’Iran (89%), seguito dagli interventi dell’esercito israeliano a Gaza (81%) e in Libano (80%), dall’invasione russa dell’Ucraina (77%) e dall’azione USA in Venezuela (61%). Inoltre, il 96% degli italiani ritiene la situazione internazionale più instabile e pericolosa rispetto a cinque anni fa.







