Per la prima volta il festival
itinerante Crossroads farà tappa con un concerto a Guastalla,
nel reggiano, il 24 marzo alle 21, con ‘Sepè le Mokò’, omaggio
alle colonne sonore dei film di Totò firmato dal sassofonista
Daniele Sepe. Con lui saliranno sul palco del Teatro Ruggeri
Paolo Zamuner (pianoforte, tastiere), Alessandro Morlando
(chitarra), Gianluca Capurro (basso), Massimo Del Pezzo
(batteria) e Antonello Iannotta (percussioni). Nato a Napoli nel
1960, Sepe è una sorta di Frank Zappa della musica partenopea:
jazz, world music, rock, reggae si mescolano in una policroma
fusione di stili. Musica dai contenuti spesso ‘impegnati’ eppure
sempre capace di penetrare l’animo popolare.
Dall’esordio precoce (a 16 anni con il gruppo operaio Zezi di
Pomigliano d’Arco) all’intensa gavetta come turnista e
accompagnatore (durante gli anni Ottanta non c’è disco prodotto
a Napoli in cui non si senta il suo sassofono), alla faticosa
emersione come solista. Il suo disco Vite perdite del 1993 fa
breccia nel pubblico e diventa un successo internazionale. Da
allora è un turbinio di progetti musicali, come ha dimostrato
anche l’esperienza dei lockdown: impossibilitato a suonare dal
vivo, Sepe ha sfornato dischi a ritmi vertiginosi. Tra questi,
Sepè le Mokò: Sepe aveva già omaggiato il principe della risata
nel 1999 con Totò Sketches, un progetto con musiche originali
che ha avuto vita lunghissima dal vivo (con tanto di proiezioni
dei film di Totò). Ma Sepè le Mokò va oltre: attinge
direttamente dalle colonne sonore dei film usciti tra il 1957 e
il 1962, firmate da compositori come Piero Piccioni, Armando
Trovajoli, Lelio Luttazzi, Carlo Rustichelli, Alessandro
Cicognini, Piero Umiliani.
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