L’Associazione per gli Studi
Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) con i suoi oltre 600 giuristi
volontari mette in guardia sul nuovo Patto Ue su migrazione e
asilo, in vigore dal 12 giugno 2026, e sulle norme italiane di
attuazione.
Secondo gli esperti di diritto della migrazione il Patto
svuota “di effettività il diritto di asilo, imponendo
procedimenti sommari che riducono drasticamente la possibilità
di ottenere protezione e aumentano il numero di persone prive di
titolo di soggiorno, esposte a esclusione sociale, detenzione
amministrativa e vulnerabilità socio-giuridica”.
Sottolineano che “il nuovo quadro normativo estende le
procedure accelerate, riduce i tempi per esame e ricorsi, amplia
le ipotesi di inammissibilità e rafforza la discrezionalità
della pubblica amministrazione, rendendo quasi impossibile
esercitare pienamente il diritto di difesa.
Secondo l’associazione, le norme creano zone grigie di
eccezione attraverso la ‘finzione di non ingresso’, rendendo
alcune aree del territorio italiano soggette a regimi giuridici
difficilmente sindacabili”.
Asgi annuncia che contesterà “la compatibilità del Patto con
Costituzione italiana, diritto primario Ue e diritto
internazionale, utilizzando strumenti come il rinvio
pregiudiziale di validità e il giudizio di legittimità
costituzionale”.
L’associazione riunita a Roma invita istituzioni,
organizzazioni della società civile a una mobilitazione attiva
per tutelare i diritti fondamentali, opponendosi alla
normalizzazione di procedure eccezionali e al progressivo
svuotamento dei principi costituzionali che riguardano
apparentemente solo le persone straniere ma che hanno in realtà
una portata dirompente sull’intera collettività.
Asgi fino ad oggi ha supportato oltre 5000 persone e 150
associazioni, reti e movimenti ed in 30 anni di attività ha
promosso più di 400 contenziosi nazionali e internazionali, 30
class action e azioni collettive.
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