GIANCARMINE VICINANZA “LA
COSTITUZIONE AMERICANA?E’NATA A VENEZIA”(SUPERNOVA EDIZIONI
-PAGG.120 13 EURO) “La Costituzione americana? E’ nata a
Venezia”. E’ tutto racchiuso nel titolo il cuore di questo libro
che fornisce una chiave di lettura della storia della Carta
scritta dai padri fondatori della più grande democrazia del
mondo, e che arriva in uno dei momenti piu’ tormentati della sua
storia. Personaggio chiave quel Filippo Mazzei, toscano
d’origine, americano per destino, personaggio multiforme:
medico, mercante, viticoltore, agente segreto, diplomatico,
scrittore politico. Già si conosceva l’influenza che l’italiano
ebbe su Thomas Jefferson quando scrisse che “tutti gli uomini
sono stati creati uguali” rielaborando le parole che Mazzei gli
aveva scritto: “Tutti gli uomini sono per natura egualmente
liberi ed indipendenti”. Ma quelle parole, scrive Giancarmine
Vicinanza -giornalista, comunicatore, appassionato indagatore
della storia moderna- portavano con sé l’eco della millenaria
esperienza di una repubblica che aveva fatto del “noi” la sua
religione civile, ponendo la grandezza collettiva sempre al di
sopra delle ambizioni individuali, ovvero la Serenissima.
Quella Repubblica veneziana, scrive l’autore,
“laboratorio segreto della democrazia rappresentativa in chiave
moderna. Già Johnn F. Kennedy riconobbe il contributo di Filippo
Mazzei alla Dichiarazione d’Indipendenza americana, il primo
grande endorsement sull’azione di Mazzei “che portò in America
qualcosa di infinitamente più prezioso dell’oro: portò Venezia.
La sua idea di Stato, il suo modello costituzionale, la sua
concezione di repubblica. E quando Jefferson, Adams, Franklin,
Washington si trovarono a scrivere le pagine che avrebbero
cambiato il mondo avevano negli occhi e nelle menti le lezioni
che solo Venezia poteva insegnare”, tra cui anche un principio
fondamentale “il bene comune. “Ecco il vero segreto di Venezia
che nel perseguire il bene comune è la più grande cooperativa
della storia”. “Il sistema veneziano era una macchina perfetta
di incentivi condivisi: chi investiva nel debito pubblico
investiva nella propria sopravvivenza. Chi commerciava
arricchiva se stesso e la Serenissima. Chi governava sapeva che
il suo destino era legato a quello della comunità. Nessun re,
nessun despota: solo una repubblica che si autogovernava da
mille anni. Quella stessa identità, traghettata da Mazzei,
divenne il Dna della democrazia americana”.
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