“Torino è stata quasi sempre una
tappa dei miei tour, mi ha dato tante emozioni e vibrazioni
positive anche se non sono state sempre rose e fiori. I fischi
al concerto di Amnesty International nel 1988 furono un fatto
traumatico, poi ampiamente superato. L’amore con Torino ha
trovato tantissime altre occasioni”. Così Claudio Baglioni ha
raccontato il suo rapporto con la città nella Sala Rossa del
Comune di Torino dove il sindaco Stefano Lo Russo gli ha
consegnato una pergamena. Un segno di stima e riconoscenza della
città che il cantautore ha scelto come destinazione finale del
GrandTour La vita è adesso, al via il 29 giugno da piazza San
Marco a Venezia.
“Dovevamo trovare per il finale un luogo altrettanto bello e
piazza San Carlo è splendida, un museo vivente. Sarà l’approdo
del GrandTour, un mio viaggio di formazione romantico, di
avventura, che sarà l’ultimo giro della mia lunga carriera. Poi
ci saranno singoli eventi, ma sarà l’ultima cavalcata, l’ultima
corsa”, ha detto Baglioni che ha ricordato, tra i momenti
torinesi della sua lunga carriera, la partecipazione al
programma televisivo ‘Tutto è pop’ nella sede Rai, dove presentò
in anteprima Questo piccolo grande amore, la partenza del tour
invernale di ‘Alè-oo’ al vecchio Palasport, le Olimpiadi del
2006 di cui scrisse l’inno. Il cantautore ha scherzato sulla
toponomastica torinese e sui nomi diversi dei luoghi dove si è
esibito, alcuni cambiati più volte nel tempo.
“Credo che non ci sia neppure un italiano che non abbia un
ricordo personale della sua vita associato a una canzone di
Baglioni, un momento bello, un amore finito o l’inizio di una
storia. E’ la colonna sonora della vita di ciascuno di noi. E
poi La vita è adesso è un bell’auspicio a essere meno arrabbiati
e a godersi il momento presente”, ha commentato il sindaco che
gli ha regalato anche una spilla con lo stemma di Torino, una
penna e il volume commemorativo dei 50 anni del Teatro Regio.
Entusiasmo davanti a Palazzo di Città, dove lo hanno accolto
alcune decine di torinesi, donne soprattutto. Al suo passaggio
un lungo applauso. E Baglioni, sorridente, non si è sottratto al
rito dei selfie e degli autografi.
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