Henry Alviarez, coordinatore
politico nazionale del partito Vente Venezuela e collaboratore
chiave della leader dell’opposizione María Corina Machado,
premio Nobel per la pace 2025, ha denunciato che un tribunale di
Caracas gli ha negato l’amnistia.
“Come previsto, questo regime che reprime, perseguita e
imprigiona senza alcun motivo mi ha negato l’amnistia”, ha
scritto sui social Alviarez, che a differenza della maggior
parte dei più stretti collaboratori di Machado, costretti
all’esilio a causa della repressione chavista, si trova ancora
nel Paese.
Il dissidente è stato arrestato nel marzo 2024, insieme
all’ex deputata Dignora Hernández, con l’accusa di presunto
coinvolgimento in complotti violenti. Rilasciato dal carcere un
mese fa, i giudici gli hanno però negato l’amnistia, prevista
nella nuova legge emanata recentemente dalla presidente ad
interim Delcy Rodríguez. Il tutto nonostante la sua detenzione
fosse chiaramente motivata politicamente, secondo gli esperti
legali che hanno commentato il caso. Questa decisione giunge in
un contesto di critiche internazionali per la continua presenza
di prigionieri politici in Venezuela (più di 500 ancora in
carcere secondo l’ong Foro Penal).
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