(di Lucia Magi)
‘Animals’, il nuovo film
scritto, diretto e interpretato da Ben Affleck, arriva su
Netflix il 9 ottobre. L’attore, regista e produttore premio
Oscar per ‘Argo’ era pronto a girare quando ha saputo che
“qualcun altro stava facendo un film con la stessa trama” e si è
dovuto fermare. Quel qualcuno era nientemeno che Spike Lee, che
con ‘Highest 2 Lowest’ ha trasformato Denzel Washington in un
imprenditore musicale di successo, con una moglie raffinata e un
figlio adolescente che viene rapito, un riscatto da pagare e un
grosso dilemma morale da risolvere.
Invece che in un loft di Brooklyn, ‘Animals’ è ambientato in
una villa di Brentwood, quartiere facoltoso di Los Angeles. Mark
Kimball è un uomo ricco, privilegiato, candidato a sindaco con
principi progressisti e accoglienti. La moglie (Kerry
Washington) è afroamericana, psicoanalista e sembra sostenere la
sua corsa. Gli impegni di lavoro li obbligano spesso a lasciare
il figlio alla tata latina, Cecilia, che anche la sera di
Halloween lo accompagna a fare il pieno di dolcetti. Tutto
perfetto, se non fosse che il bambino non torna a casa e una
telefonata rivendica il sequestro. Per recuperare i sette
milioni di dollari chiesti come riscatto, la coppia è costretta
a strappare il velo delle apparenze, tra segreti, rivelazioni
dolorose, conflitti etici e buoni sentimenti forse solo di
facciata. Ad aiutarli arriva Dayle, interpretata dall’ex agente
Scully di ‘X-Files’ Gillian Anderson, gelida e
iper-professionale risolutrice di problemi. I due genitori
dovranno scegliere se restare umani o diventare spregiudicati
animali – quelli a cui fa riferimento il titolo non sono solo i
rapitori – cercando di proteggere figlio e reputazione.
“Mi interessava esplorare le zone grigie della nostra
moralità, sottoporre il pubblico a una sorta di test di
Rorschach”, spiega Affleck, che si è messo davanti alla macchina
da presa come “supplente” dell’amico e collega Matt Damon,
inizialmente scelto come protagonista ma non più disponibile
dopo il rinvio delle riprese perché impegnato con Christopher
Nolan nei panni di Ulisse.
“Durante il rapimento, scopro che mia moglie mi sta tradendo
– racconta il regista-attore in un’intervista all’ANSA – Quando
è stato il momento di girare quella scena, pensavo che sarebbe
stata dominata dalla rabbia, dall’indignazione, dalla
meschinità. Invece mi sono ritrovato a piangere. Ero solo
triste”, racconta ancora sorpreso dalla propria reazione.
Quella remissione, quel deporre le armi “è cruciale nel film
ma anche nella vita – continua la star, 54 anni, due matrimoni,
due divorzi e tre figli – È cruciale assumersi la responsabilità
dei propri fallimenti. Spesso partiamo da: mi hai fregato, mi
hai mentito. La verità è che in un matrimonio finisci per ferire
l’altra persona. Farai degli errori. Se tieni il conto solo
degli sbagli dell’altro e non riesci a vedere i tuoi, condanni
la coppia alla distruzione”.
La tensione cresce tra i genitori, più ancora che intorno
alle sorti del ragazzino, ma si misura anche nel confronto con
la coppia di lavoratori latini impiegati nella villa. Cecilia
(Adriana Paz) lavora da anni per i Kimball; il compagno Ramon
(Luis Gerardo Méndez) è appena arrivato dal Messico senza
documenti. “Lavorano duro, sono onesti e buoni. La maggior parte
di chi emigra è così, l’opposto dei cliche negativi che ci
ripetono oggi”, afferma Paz, mentre Méndez sottolinea che
Cecilia e Ramón “non sono solo comparse al servizio del
protagonista bianco. Sono la bussola morale del film”. La
questione è vedere se, messi sotto una pressione terribile, i
‘padroni’ sapranno davvero trattare i dipendenti come “parte
della famiglia”.
È d’accordo Washington, che riassume: “Il film ci obbliga a
chiederci chi sia davvero la nostra famiglia. Siamo capaci di
amare, rispettare, onorare e dare valore alle persone della
nostra vita?”. Affleck finisce la frase: “Qualcuno mi ha detto
che questo film parla del fatto che la famiglia è fatta dalle
persone per cui sei disposto a uccidere. Forse è questo il
prezzo – economico e morale – più alto per proteggerla”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








