La produzione di energia rinnovabile
ha limitato, rispetto alla crisi del 2021-22, l’impatto della
crescita dei costi dell’energia sui prezzi all’ingrosso
dell’elettricità ma i risultati sono diversi fra i paesi e non è
omogeneo anche il trasferimento di tali aumenti al consumatore
finale e all’inflazione. E’ quanto si legge in un
approfondimento della Bce del bollettino economico che ricorda
come nella crisi precedente si aggiunsero anche altri fattori
negativi quali la siccità che pesò sull’idroelettrico e la
manutenzione di un grande numero di centrali nucleari in
Francia. Questo ha aumentato la dipendenza dal gas proprio nel
momento in cui le forniture scesero per la guerra in Ucraina.
Nel 2026 al contrario, rilevano gli esperti, diversi paesi
mostravano una quota maggiore di generazione da fonti
rinnovabili. I prezzi dell’elettricità all’ingrosso sono quindi
saliti molto di meno rispetto al 2021-22. Vi sono tuttavia
differenze fra i paesi: la Spagna presenta una quota maggiore di
rinnovabili e la Francia può contare sul nucleare. Di contro, in
Italia “i prezzi dell’elettricità” all’ingrosso “sono ancora
determinati dai prezzi del gas”.
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