“Vivere la Pasqua vincendo le
tenebre delle violenze che abbruttiscono l’umanità e la
ingabbiano in conflitti permanenti, che distruggono villaggi e
città, che infieriscono su bambini innocenti e persone inermi”.
E’ l’augurio di Pasqua alla comunità del vescovo di Trieste,
Enrico Trevisi, che sottolinea anche “le urla volgari e
aggressive che riempiono i social e avvelenano le relazioni, e
alimentano solitudini e indifferenza”.
L’invito, al contrario, è “ad essere sempre disarmati da ogni
linguaggio che insulta, ferisce e percuote” e capaci di “saper
boicottare chi corrompe ogni parola e ogni sguardo per
alimentare tristezze contagiose”.
Insomma, per il vescovo “abbiamo bisogno di lasciarci nutrire
dalla Parola che dà vita, alimentando la nostra fame di
giustizia, quella che viene da Dio, che rimbomba nella nostra
coscienza, che mira a riconciliare, e non a offendere”. E dunque
l’auspicio è che “la luce di Cristo rischiari le tenebre dei
cuori che hanno perso la speranza e non sanno che propagare
sterili lamentele”, che ci si “alleni nell’ascolto del grido dei
poveri e dei sofferenti, a pensare alla vita e al futuro
mettendovi dalla parte di chi è vulnerabile e fragile”. L’invito
è allora “a fare il primo passo verso chi ci offende”, a
“consolare chi è triste e solo” perché “la vita, come diceva
papa Francesco, non è tempo che passa, ma occasione di incontri.
Da non sprecare”.
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