Ascolta la versione audio dell’articoloUtilizzavano uve e mosti non conformi ai disciplinari ma vendevano il vino spacciandolo per Doc o Igt. È il traffico illecito scoperto dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari insieme alla Guardia di Finanza nell’operazione nazionale “Vinum Mentitum”.Un’iniziativa nata da un’analisi congiunta delle banche dati e delle informazioni in possesso delle due Amministrazioni, con l’obiettivo di presidiare un settore che rappresenta uno degli assi strategici dell’export agroalimentare italiano e un pilastro della reputazione del Made in Italy sui mercati internazionali.Loading…Sequestrati 2,5 milioni di litriIl bilancio dell’operazione evidenzia il sequestro di circa 2,5 milioni di litri di vino falsamente certificati Doc e Igt, per un controvalore superiore a 4 milioni di euro, e la segnalazione di 24 soggetti alle Autorità amministrative competenti.Danni economiciSul piano amministrativo, le ispezioni hanno inoltre fatto emergere incongruenze tra giacenze fisiche e rimanenze contabili registrate nel sistema telematico Sian, con la contestazione di 59 violazioni e un gettito minimo per l’erario stimato in 410mila euro, oltre all’emissione di 11 diffide per irregolarità sanabili. Numeri che confermano l’intensificazione del presidio pubblico su una filiera ad alto valore aggiunto e ad altrettanto elevato rischio reputazionale.Dalle attività sono scaturiti anche controlli di natura fiscale, che hanno consentito di accertare l’omessadocumentazione di operazioni imponibili per oltre 280.000 euro, l’omesso versamento dell’Iva per circa 800.000 euro, nonché irregolarità in materia di lavoro sommerso e accise sul vino.








