In Perù, la presidente conservatrice
Keiko Fujimori ha annunciato la creazione di un’autorità
militare e di polizia incaricata di guidare le azioni di lotta
alla criminalità nel Paese, colpito dalla una delle peggiori
crisi di sicurezza della sua storia. Secondo i dati ufficiali,
gli omicidi nel Paese sono passati da 1.000 nel 2018 a 2.600 nel
2025, mentre le denunce per estorsione sono salite da 3.200 a
26.500.
“Annuncio l’istituzione di un Comando unificato per
affrontare e sconfiggere la criminalità e la delinquenza”, ha
dichiarato durante una cerimonia Fujimori, salita al potere a
luglio. La figlia dell’ex leader Alberto Fujimori (al governo
dal 1990 al 2000) aveva promesso in campagna elettorale di
affrontare la delinquenza con il pugno di ferro, proprio come il
defunto padre, condannato per violazioni dei diritti umani.
Il disegno di legge da lei presentato per legiferare senza
passare attraverso il Parlamento ha ottenuto il via libera dei
deputati ma con limitazioni. La versione approvata la autorizza
a modificare i meccanismi di indagine e di lotta alla
criminalità organizzata, ma non per esempio a classificare le
gang come “terroriste”
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








