(di Chiara Venuto)
Una linea di scarpe per tutti i
giorni, ma vegane. È questa l’ultima impresa di Ornella Muti,
presentata in occasione del suo compleanno (oggi compie 71
anni), insieme alla figlia e compagna di avventure, Naike
Rivelli. Il nome: No Moo. “Ci siamo chieste: ma perché non c’è
una bella scarpa vegana? – racconta all’ANSA – A meno che uno
non compri quelle di Stella McCartney, che però sono care e
molto difficili da indossare, non sono per tutti i giorni”.
“Da sempre ho cercato di stare dalla parte del più sano, del
più naturale – spiega -. Poi Naike è diventata super vegana e io
vegetariana (quasi vegana, ma ogni tanto mangio le uova). Ci
domandiamo come rispettare gli animali il più possibile in un
mondo che oggi ci mette un po’ paura. La mattina ti alzi tra
guerre, fast fashion, isole di vestiti di plastica. Siamo in un
momento storico dove tutti dovremmo avere un po’ più di
coscienza. Servirà a qualcosa? Non lo so, però bisogna provarci.
Intanto, oggi le scarpe usciranno finalmente online”.
La prima collezione “è tutta upcycled – dice Naike -. E c’è
la possibilità, quando hai consumato le scarpe, di rimandarle
all’azienda e prenderne un paio nuove. La prossima linea invece
sarà fatta con gli scarti vegetali”.
Gli sforzi del singolo per uno stile di vita più sano e
rispettoso di ambiente e animali trovano un senso in un mondo
violento come quello in cui viviamo adesso? “Il benessere del
singolo è benessere della società – sostiene Muti -. Se sono
tutti malati, la società è malata. Guarda quello che sta
succedendo, per esempio, con gli Epstein Files. Se ne parla, se
ne parla, e nessuno viene arrestato. Parliamo della famiglia nel
bosco, togliamo loro i bambini, però tutti i ragazzini che sono
stati abusati (nello scandalo Epstein, ndr)? Siamo nelle mani
dell’orrore. Però anche una formichina fa un formicaio, dovremmo
tutti aprire gli occhi e metterci in discussione”. Sulla
famiglia nel bosco “penso che allontanando i figli dai genitori
per così tanto tempo gli abbiano creato dei traumi
irreversibili. E non si sa bene quale sia la verità. Io non ho
le carte per giudicare, ma quello che emerge è che questi
ragazzini sono stati separati dai genitori”.
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