Domenica il Perù svolgerà le sue
presidenziali con un numero record di 35 candidati e nessun
chiaro favorito, in uno scenario che quasi certamente porterà a
un ballottaggio a giugno. Oltre 27 milioni di cittadini sono
chiamati alle urne in queste elezioni obbligatorie,
caratterizzate da indecisione e rifiuto dell’establishment
politico.
La conservatrice Keiko Fujimori (figlia dell’ex presidente
Alberto Fujimori) è in testa ai sondaggi con circa il 15%,
seguita dall’ex sindaco di Lima, Rafael López Aliaga (anche lui
di destra), e da altri aspiranti come il comico Carlos Álvarez,
che si definisce un “pragmatico”.
Il voto nel Paese andino giunge dopo anni di instabilità
istituzionale. Il Perù ha avuto otto presidenti nell’ultimo
decennio, molti dei quali sono stati sottoposti a impeachment,
indagati o incarcerati per corruzione, il che ha profondamente
eroso la fiducia della gente nelle istituzioni.
L’insicurezza è diventata una delle principali preoccupazioni
dell’elettorato. Negli ultimi anni, omicidi ed estorsioni sono
aumentati, con gruppi criminali locali e reti internazionali in
lotta per il controllo delle attività illecite.
In questo contesto, molti candidati hanno incentrato le loro
campagne su promesse di una linea dura contro la criminalità,
dal dispiegamento dell’esercito a proposte controverse come il
ripristino della pena di morte o il rafforzamento del sistema
giudiziario.
I seggi si apriranno alle 7 locali di domenica (le 14
italiane) e chiuderanno alle 17 (la mezzanotte italiana). I
risultati inizieranno a essere diffusi dopo la chiusura dei
seggi dall’Ufficio nazionale dei processi elettorali (Onpe), che
pubblicherà lo scrutinio ufficiale in tempo reale sul proprio
sito web.
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