(di Lucia Magi)
La ciurma di Cappello di
Paglia è pronta a salpare di nuovo. La seconda stagione di ‘One
Piece’, l’adattamento live-action del celebre manga di Eiichiro
Oda, arriva su Netflix il 10 marzo, con tutti e dieci gli
episodi disponibili insieme. Per Monkey D. Luffy è il momento di
riprendere il largo alla ricerca del leggendario tesoro One
Piece.
Al debutto nel 2023, la serie è diventata un fenomeno
mondiale, con otto settimane nella Global Top 10 della
piattaforma di streaming, raggiungendo il primo posto in oltre
75 Paesi e diventando la prima serie Netflix in lingua inglese a
esordire al numero 1 in Giappone. Ha totalizzato quasi 100
milioni di visualizzazioni ed è tra i titoli più scaricati di
sempre.
Il secondo capitolo promette di alzare ancora la posta.
“Tutto quello che vi è piaciuto della prima stagione è più
grande. Molto più grande, migliore e più folle, con esplosioni”,
racconta all’ANSA Iñaki Godoy, che dà corpo e spirito al
capitano Luffy. “Se vi è piaciuto Buggy il Clown, ci sono almeno
cinque personaggi altrettanto pazzi. Se vi sono piaciute le
scene d’azione, questa volta sono ancora più estreme”, continua
il 22enne messicano. “Se vi piacciono i ragazzi attraenti a
torso nudo, ce ne sono parecchi. Se vi piacciono i personaggi
stravaganti… ne abbiamo davvero per tutti”, rintuzza Taz Skylar,
che interpreta Sanji e che a mala pena riesce a star seduto
sulla sedia, mentre cerca di spiegare cosa aspettarsi da questa
nuova avventura piratesca.
Tutte le regole stabilite nel primo capitolo, assicurano,
verranno infrante: una sfilata di utilizzatori di Frutti del
Diavolo, una razza di giganti mai visti prima, creature
adorabili, scene d’azione e effetti speciali mozzafiato. Il
viaggio porterà Luffy e i suoi compagni sempre più lontano.
Spiegheranno le vele da Loguetown, la città dove fu giustiziato
Gol D. Roger, il Re dei Pirati, ultima tappa prima dell’ingresso
nella Rotta Maggiore. Durante l’incontro con l’ANSA, i cinque
protagonisti – oltre a Godoy e Skylar, anche Emily Rudd (Nami),
Mackenyu (Zoro), Jacob Romero (Usopp) – si incalzano e scherzano
con l’energia contagiosa di un gruppo di liceali in gita
scolastica.
“Girare uno show di questa scala non è sempre semplice. Non è
divertente quanto sembra – fa però notare Skylar – È molto più
duro. La scala è enorme e il tempo è poco, quindi c’è molta
pressione. Ma proprio quando siamo esausti esce il nostro vero
carattere”. Godoy interviene subito ridendo: “Il suo vero
carattere è fantastico. È il migliore, lo adoro”.
Questa complicità è il cuore della serie e parte del segreto
del suo successo. “Spero che chi guarda pensi ai propri amici”,
dice Godoy. “È uno show molto ottimista, pieno di luce. Invita a
prendersi cura delle persone che si amano e a inseguire ciò che
si desidera”. Per Rudd la storia racconta che l’amicizia è una
famiglia d’elezione: “Nami trova il suo posto nella ciurma,
nella sua nuova famiglia”. Conferma Romero, membro anche lui
dell’equipaggio come Usopp: “Nei primi episodi diventiamo
davvero un gruppo. Ora che siamo uniti, tutto diventa più
grande: più azione, più personaggi, più sfide, più frutti del
diavolo”.
Il viaggio dei personaggi riflette quello degli attori. “È
uno di quei casi in cui l’arte imita la vita che imita l’arte:
molti di noi vengono da luoghi lontani dai grandi centri
dell’industria – osserva lo spagnolo Skylar – Non è comune che
uno show di questa scala affidi tanta responsabilità a giovani
attori”.
Secondo Rudd, avventure, sfide e incontri strambi aiutano a
veicolare un messaggio ai milioni di fan in tutto il mondo (e di
tutte le età): “Non è mai troppo tardi per seguire i propri
sogni. E questi sono molto più vicini quando hai persone che ti
vogliono bene accanto”. “Avere qualcuno che ti sostiene è una
benedizione – conferma Romero – Il percorso è pieno di ostacoli,
ma ogni tappa è l’occasione per ricordarti chi sei e perché stai
lottando”. Per Mackenyu la lezione arriva dal protagonista: “È
difficile ottenere quello che vuoi, ma bisogna anche divertirsi.
Guardate quanto se la spassa Luffy: bisogna trovare quella
gioia, anche quando il viaggio è duro”.
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