In occasione dei Giochi Olimpici
Invernali Milano Cortina 2026, la fotografia di Stefano Zardini
diventa protagonista di un progetto espositivo diffuso che
unisce Milano, Cortina d’Ampezzo e l’Alto Adige.
La rassegna, promossa dalla Provincia di Bolzano con il
sostegno della Regione Trentino-Alto Adige e in collaborazione
con il museo della fotografia di montagna Lumen, a Plan de
Corones (Bolzano), propone una riflessione contemporanea sul
paesaggio alpino e sulla sua trasformazione, inserendosi nel
programma delle Olimpiadi Culturali.
Il progetto si articola in tre tappe. A Cortina, alla Ikonos
Art Gallery, è stata presentata “The Pioneers’ Passion”, serie
nata dall’archivio familiare dell’artista: immagini dei pionieri
delle Dolomiti rielaborate con interventi cromatici e grafiche
pop. Al Lumen trova spazio “Snowland”, visione inedita della
montagna come “fun-park visivo”, tra luce, forme e identità
alpina.
La fase conclusiva è a Milano, alla Fabbrica del Vapore (13
febbraio-13 aprile 2026) con la trilogia completa che include
anche “Tracce-Lasciare che l’occhio squarti il paesaggio”.
Un’antologica che costruisce un ponte tra territori e
generazioni, restituendo alla montagna un ruolo centrale nel
dialogo culturale dei Giochi.
Nel contesto dei Giochi Olimpici Invernali, la mostra assume
un valore simbolico: costruisce un ponte tra territori,
linguaggi e comunità. L’arte diventa così strumento di
connessione, capace di accompagnare il grande evento sportivo
con una riflessione più ampia sull’identità alpina e sul futuro
delle montagne.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








