Se “Francia, Germania e Gran
Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole
meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, e finora è questa
la scelta che hanno fatto, allora almeno lo facciano a nome di
tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti”. Lo ha detto la
presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al
Senato in vista del Consiglio europeo, ribadendo che sul
processo di pace per l’Ucraina bisogna “fare in modo che
l’Europa non resti a guardare” e chiedendo che “i Ventisette
individuino una figura autorevole, con il mandato di tutti,
capace di portare al tavolo la voce dell’Europa. E se su un nome
non si trova convergenza, siamo pronti anche a valutare
soluzioni diverse”.
“Nessuno mi convincerà che la resa di chi difende la propria
libertà possa definirsi pace: solo una pace giusta può durare e
mette al sicuro l’Europa e i nostri interessi: dunque posizione
del governo non cambia. Sostegno a Kiev, con particolare
attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità
euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione”, ha
aggiunto la premier.
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