Sarà la Messa da Requiem di
Giuseppe Verdi, eseguita nel giorno della nascita del
compositore, il 10 ottobre, il cuore del prossimo appuntamento
del Modena Belcanto Festival. Alle 20.30, al Teatro Comunale
Pavarotti-Freni, saranno protagonisti il soprano Lidia Fridman
(reduce da uno strepitoso successo nel Nabucco in scena in
questi al Festival Verdi), il mezzosoprano Valentina Pernozzoli,
il tenore Giorgio Berrugi e il basso Riccardo Zanellato, con la
Filarmonica del Teatro Comunale di Modena e il Coro Lirico di
Modena, preparato da Giovanni Farina. Sul podio Aldo Sisillo che
del Teatro modenese è direttore artistico.
Composta in memoria di Alessandro Manzoni ed eseguita per la
prima volta nella chiesa milanese di San Marco il 22 maggio
1874, la Messa da Requiem rappresenta uno dei vertici della
produzione verdiana: la partitura affonda le proprie radici nel
progetto concepito da Verdi nel 1868, dopo la morte di Gioachino
Rossini, per una messa funebre collettiva affidata a tredici
compositori italiani. A Verdi era stato assegnato il Libera me,
pagina che, fallito il progetto, sarebbe diventata il nucleo del
futuro Requiem. Nella composizione il testo liturgico si
trasforma in un grande arco drammatico, dal sommesso Requiem
aeternam all’irruzione del Dies irae, dall’Offertorio al doppio
coro del Sanctus, fino al Libera me conclusivo. Una scrittura
nella quale coro, orchestra e solisti alternano slanci,
esplosioni e improvvise rarefazioni, mettendo al centro la paura
della morte e il bisogno umano di una risposta. La scelta di
eseguire il Requiem il 10 ottobre, data di nascita di Verdi,
sottolinea il legame tra il festival e la tradizione del
belcanto italiano.
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