Morto a Milano dieci anni fa,
il 19 febbraio 2016, Umberto Eco è nato ad Alessandria il 5
gennaio 1932, dove è cresciuto e rimasto fino a 18 anni.
“La nostra non è solo la città in cui nacque per puro caso.
Alessandria era molto di più – sottolinea il sindaco Giorgio
Abonante in un video diffuso sui social e sottotitolato anche in
lingua inglese – Era la città della quale è stato e,
probabilmente, sempre sarà primo cittadino. Per tutta la vita
Eco ha continuato a scriverne pagine bellissime. Nella sua
Autobiografia Intellettuale dice che alla base del suo
scetticismo non c’erano scelte ideologiche, ma ‘solo il fatto di
essere nato ad Alessandria’. Dai concittadini aveva imparato
anche ‘la virtù della diffidenza, dello scetticismo’ e spesso
ripeteva: ‘Non prendersi troppo sul serio mi è sempre sembrato
un giusto atteggiamento filosofico’”.
Per Abonante, Eco appartiene al mondo intero, “cui ha portato
qualcosa di profondamente alessandrino”. Amava ricordare,
raccontandolo in forma di aneddoto, come San Francesco avesse
convertito il lupo non solo a Gubbio – città che ha fatto del
caso una vicenda epica – ma successe anche ad Alessandria. “Ma
Alessandria – prosegue il sindaco – se ne è dimenticata,
costruendo nulla attorno”. Quasi dimenticata, in realtà, perché
quest’anno sarà riaperto – dopo un importante recupero, per il
quale si è impegnato il precedente sindaco Gianfranco Cuttica di
Revigliasco – il Complesso di San Francesco.
Eco scrisse, da alessandrino, di essere fiero di riscoprirsi
figlio di una città senza retorica e senza miti. “Poteva
sembrare una critica, invece – è convinto il sindaco Abonante –
era una dichiarazione d’amore”.
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