Un originale dittico dedicato a
Pietro Mascagni, in scena dal 21 marzo alle 20 al Comunale
Nouveau (repliche il 22, 25, 26, 28 e 29 marzo), costituisce il
terzo appuntamento del cartellone lirico del Teatro Comunale di
Bologna: il progetto accosta l’opera più celebre del compositore
livornese, Cavalleria rusticana, a un raro lavoro per il cinema,
Rapsodia satanica, celebrando il legame tra melodramma e settima
arte.
Diretto da Nino Oxilia nel 1917 e interpretato dalla diva del
muto Lyda Borrelli, Rapsodia satanica è un “poema
cinematografico” di gusto liberty e dannunziano, tratto da un
testo di Fausto Maria Martini. Racconta la vicenda della
contessa Alba d’Oltrevita che, in chiave faustiana, sacrifica
l’anima per ritrovare la giovinezza. La partitura di Mascagni,
eseguita dal vivo dall’Orchestra del Comunale diretta da Carmine
Pinto, crea un intenso dialogo tra musica e immagini, nella
revisione di Marcello Panni. Il film è presentato nella versione
restaurata dalla Cineteca di Bologna.
Di segno opposto è Cavalleria rusticana, tratta da Giovanni
Verga e capolavoro verista che consacrò Mascagni nel 1890. Sul
podio Daniel Oren, mentre la regia di Emma Dante, uno degli
spettacoli di maggior successo delle ultime stagioni d’opera
bolognesi, trasforma il dramma in una riflessione sul rapporto
tra sacro e profano, sull’identità siciliana e sull’oppressione
femminile. Protagonisti sul palco sono Roberto Aronica, in
alternanza con Francesco Pio Galasso (Turiddu), Roman Burdenko
(Alfio) e Saioa Hernandez, che si scambia con Martina Belli
(Santuzza). Completano il cast Nino Chikovani (Lola), Elena
Zilio (Lucia) con il Coro del Comunale preparato da Giovanni
Farina.
Completano l’iniziativa, sempre in collaborazione con la
Cineteca, tre proiezioni dedicate a Lyda Borrelli al Cinema
Modernissimo: Ma l’amor mio non muore (23 marzo), La donna nuda
(27 marzo) e Malombra (30 marzo).
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