“In Tribunale, finalmente,
dopo il rinvio del 28 giugno 2025 si sta tenendo l’udienza
preliminare contro i due ex dirigenti Syensqo (ex Solvay) per
disastro ambientale colposo. Noi, invece, siamo qui davanti a
Palazzo di giustizia in presidio perché è fondamentale che
questo processo vada avanti. Non si chiuda con transazioni
economiche: ministero dell’Ambiente e Regione Piemonte non
accettino un risarcimento. E, soprattutto, il ministero, al
contrario di quanto fatto nel 2019 durante il primo processo per
disastro ambientale, imponga questa volta la bonifica del
territorio”. Così Lorenza Neri, Comitato Stop Solvay e progetto
‘Ce l’ho nel sangue’, spiega le ragioni della mobilitazione in
corso Crimea.
Abbiamo appena mandato una pec agli enti coinvolti nella
Conferenza dei servizi per il rinnovo dell’Aia (Autorizzazione
integrata ambientale) a Syensqo, scaduta da cinque anni.
Chiediamo un incontro affinché siano davvero imposti o limiti
veramente stringenti – cioè, non una molecola di inquinante deve
uscire dallo stabilimento – oppure che l’Aia non sia rinnovata”.
Nel pomeriggio, alla Casa di Quartiere, associazioni e
comitati presenteranno ‘Tossicità Voci, saperi e conflitti in
una zona di sacrificio’. Il volume è l’esito di un percorso di
ricerca interdisciplinare su effetti sociali e politici “della
violenza ambientale e sulle istanze di giustizia”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








