«L’Arabia Saudita chiede nostro aiuto per difendersi da possibili attacchi»«Mi si chiede perché in Arabia Saudita – ha continuato – . Innanzitutto perché questa è stata l’opzione ritenuta più opportuna sul piano tecnico-operativo dallo Stato Maggiore della Difesa. In secondo luogo poiché tale Paese partner ha chiesto e continua a chiedere il nostro aiuto per difendersi da possibili attacchi». «È un Paese fondamentale per supportare gli equilibri di pace nel Medio Oriente, e più in generale è uno degli interlocutori con cui abbiamo da tempo avviato forme di supporto e di dialogo – ha ribadito – L’Arabia Saudita è inoltre, nell’area, il maggior produttore di petrolio, fonte energetica a cui sono correlati gli effetti economici sotto gli occhi di tutti. La sicurezza regionale e la pace, del resto, richiedono costante presenza, disponibilità e cooperazione, ma soprattutto impegno nei momenti più difficili». «Questo Paese – ha continuato – continua a chieder aiuto. Mi sto muovendo perché la richiesta venga rivolta all’Europa. Ne ho parlato con la Kallas (l’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nella Commissione von der Leyen. ndr).«Parlamento sempre coinvolto nella decisione»Crosetto ha sottolineato in più di un’occasione che «il Parlamento è stato sempre, ripeto sempre, adeguatamente coinvolto nella decisione di riposizionare all’interno del perimetro autorizzativo previsto le capacità esistenti e non più impiegabili dove erano dislocate, e cioè in Iraq e Kuwait. Siamo di fronte alla rimodulazione in capacità militari già compresa nel dispositivo autorizzato – ha continuato -, effettuata alla luce dell’evoluzione del quadro di sicurezza regionale ai sensi del cosiddetto “principio di interoperabilità”, introdotto dalla legge 168 del 2024, proprio per garantire la necessaria flessibilità allo strumento militare al mutare del contesto securitario».«Presto impegno di 3 paesi Ue nella missione Aspides»Crosetto ha affrontao anche il tema del rafforzamento della missione europea Aspides, allo scopo di garantire una tutela effettiva dei flussi commerciali nel Mar Rosso, a cominciare dallo Stretto di Bab al-Mandeb, punto strategico per i mercati enegetici globali. «Tre nazioni europee starebbero per formalizzare le disponibilità dei loro assetti navali per meglio contribuire alla missione», ha spiegato. «Questo in concreto significherebbe riuscire finalmente, come chiesto da noi, a essere più capaci di rispondere alle richieste di protezione e accompagnamento delle navi mercantili in transito nel Mar Rosso, per risolvere gli impatti negativi che altrimenti tutta l’Europa continuerebbe a soffrire».«L’Italia contribuisce da sola per il 33% alle missioni Ue»Più in generale, il ministro ha posto l’accento sull’impegno italiano nelle missioni europee. «Si accusa spesso questo governo di essere contro una difesa europea comune – ha affermato -, ma ricordo che l’Italia contribuisce da sola per il 33% a tutte le missioni europee: ci vogliono la seconda, la terza e la quarta contributrice europea per eguagliare il nostro contributo in personale, assetti e mezzi». «La Grecia contribuisce con il 14% – ha ricordato Crosetto -, la Spagna con il 10,8%, la Romania con il 9%, la Francia con l’8,2%, l’Austria con il 5,2%, i Paesi Bassi con il 4,3%, la Polonia con il 3,1%, il Portogallo con il 2,6%, il Belgio con l’1,7%, la Germania con l’1,6%, la Slovacchia con l’1,3%, l’Ungheria con l’1%, tutti gli altri Paesi con meno dell’1%», ha concluso Crosetto.Loading…








