Va ad Alaa Faraj, per il
libro-testimonianza Perché ero ragazzo pubblicato da Sellerio,
la XXII edizione del Premio letterario internazionale Tiziano
Terzani, riconoscimento istituito dal festival vicino/lontano di
Udine insieme alla famiglia Terzani. Ad annunciarlo è la
presidente della giuria, Angela Terzani Staude.
Sono pagine capaci di schiudere “una storia esemplare di
dignità e coraggio, quelle di Perché ero ragazzo”, si legge
nelle motivazioni del premio. Il libro raccoglie le lettere dal
carcere di un ragazzo libico: nell’agosto del 2015 Alaa Faraj
aveva vent’anni, era uno studente di ingegneria, una promessa
del calcio, desiderava raggiungere l’Europa, riprendere a
studiare e ad allenarsi. Ma ottenere un visto era impossibile e
così scelse di partire a bordo di un barcone. Durante quella
traversata 49 persone morirono soffocate dentro la stiva.
Accusato di concorso in omicidio plurimo e violazione delle
norme sull’immigrazione, Alaa Faraj è stato condannato a 30 anni
di carcere. Ma ha continuato ad affermare la sua innocenza.
L’incontro in carcere con Alessandra Sciurba, docente di
Filosofia del diritto, lo ha trasformato in uno scrittore:
“Scrivere questo libro – afferma – non è stato facile. Ma è
stato doveroso. Questa tragedia deve essere raccontata anche per
le persone morte che non hanno avuto giustizia”.
Nel dicembre 2025 il presidente della Repubblica, Sergio
Mattarella, ha concesso ad Alaa la grazia parziale, uno sconto
di pena di undici anni e quattro mesi. È in corso una nuova
procedura di revisione del processo. Perché ero ragazzo sarà al
centro della serata di premiazione, in programma il 9 maggio
alle 21 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Alaa Faraj vi potrà
partecipare previa autorizzazione delle autorità competenti.
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