La sentenza del Tribunale di Milano che spegne le aree a caldo dell’ex Ilva “cambia tutto” e “riscrive le regole del gioco”, “ha un impatto anche sulla continuità produttiva e sull’occupazione”.
Lo afferma ministro delle Imprese, Adolfo Urso, a margine dell’evento “IA e Lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità” dove si dice “‘molto preoccupato”. Se la sentenza dovesse influire sul negoziato per la cessione , “non ci sarebbero le condizioni” neanche per l’erogazione del prestito ponte.
“I commissari stanno valutando quale impatto possa avere la sentenza sia per quanto riguarda il negoziato in corso che si stava finalizzando con il fondo americano Flacks, anche perché la sentenza riscrive di fatto le regole del gioco, sia per quanto riguarda la continuità produttiva e quindi occupazionale degli stabilimenti”, sottolinea il ministro.
“Questo riguarda anche ovviamente la manutenzione dell’altoforno Afo 4 che avrebbe dovuto iniziare oggi. Io mi auguro che ci sia una valutazione positiva da parte dei commissari e che questa manutenzione possa avere comunque corso”, aggiunge il ministro. “Devono valutare i commissari se sono in condizioni di proseguire l’attività. Non sfugga ad alcuno – continua il ministro – che il prestito che dovremmo erogare all’amministrazione straordinaria dipende dal fatto che un acquirente possa rimborsare il prestito. Se la sentenza del tribunale dovesse, in qualche misura, influire sul negoziato in corso non ci sarebbero nemmeno le condizioni per l’erogazione del prestito”.
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