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Ungheria post-voto: Darvas (Bruegel) prevede riforme estese e problemi economici

di Redazione Economia Moderna
13/04/2026
in Esteri
Ungheria post-voto: Darvas (Bruegel) prevede riforme estese e problemi economici

Dopo la vittoria di Tisza, il partito guidato da Péter Magyar, alle elezioni ungheresi di ieri, “in attesa di un programma di governo ufficiale, a giudicare dal manifesto di Tisza, ci si possono aspettare riforme di ampio respiro in quasi tutti i settori di competenza statale”. Lo prevede Zsolt Darvas, senior fellow del think tank Bruegel di Bruxelles, in una prima analisi pubblicata poco fa, “Hungary’s new beginning – under tight fiscal constraints” (il nuovo inizio dell’Ungheria, con vincoli di bilancio stringenti).

Tra le priorità che il governo dovrà affrontare, secondo Darvas, figurano “il ripristino del corretto funzionamento delle istituzioni statali, l’indagine sull’uso
fraudolento di fondi pubblici, il ripristino della libertà di stampa e un ampio impegno per migliorare l’istruzione, la sanità e il sostegno sociale, considerando che l’Ungheria ha la più bassa aspettativa di vita degli anziani nell’Unione Europea e il secondo tasso più alto di morti evitabili”.

In politica estera, il programma di Tisza “riconferma l’impegno dell’Ungheria nei confronti dell’Ue, ribadisce i suoi obblighi nei confronti della Nato e segnala la fine dell’influenza russa. Prevede una rottura con la demonizzazione dell’Ucraina, in gran parte infondata, da parte del precedente governo”.

Ciononostante, per Darvas, “il nuovo governo non sosterrà una procedura accelerata di adesione dell’Ucraina all’Ue. Un referendum deciderà sull’approvazione ungherese dell’adesione dell’Ucraina una volta conclusi i negoziati di adesione”.

L’Ungheria, ricorda Darvas, è tuttora soggetta alla procedura per deficit eccessivo (Edp) dell’Ue e, dal 2025 ad oggi, “la situazione di bilancio è peggiorata: a febbraio, il disavanzo aveva già raggiunto circa la metà del disavanzo previsto per l’intero anno, in parte a causa delle spese extra pre-elettorali”. Secondo Darvas, gli altri Paesi dell’Ue potrebbero concedere un “certo margine di manovra iniziale, ma sarà essenziale per il nuovo governo definire un percorso fiscale credibile”.

Tisza prevede risparmi nella spesa pubblica, ottenibili “eliminando gli appalti pubblici sovraprezzati, ponendo fine agli sprechi e interrompendo gli investimenti di prestigio ingiustificati. Il margine di risparmio è, in realtà, considerevole”.

Nel 2024, ricorda Darvas, “la spesa ungherese per i servizi pubblici generali (esclusi istruzione, sanità, difesa, sicurezza, protezione sociale e ambientale, alloggi e cultura) ammontava al 10% del Pil, circa il doppio rispetto a quella degli altri Paesi dell’Europa Centrale”. Ulteriori risparmi possono derivare dalla spesa per interessi sul debito e da tagli agli aiuti di Stato, che hanno spesso avvantaggiato imprese estere.
Secondo Darvas, “alcune misure politicamente impopolari sembrano inevitabili. L’esperienza in ambito economico-politico suggerisce che tali misure siano più efficaci se attuate rapidamente, in modo che i benefici dell’aggiustamento possano manifestarsi prima delle prossime elezioni”.
Per l’esperto, “la strada da percorrere per TIsza è lunga. Molto dipenderà dal programma di governo definitivo, dalla sua attuazione e dalla misura in cui i funzionari in carica e gli interessi costituiti ostacoleranno la transizione. Tuttavia, per la prima volta dopo molti anni, l’Ungheria ha la possibilità di ricostruirsi e di riaffermarsi saldamente all’interno dell’Europa”.

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