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Trump e la Nato, il generale finlandese: “Ritiro Usa, probabilità zero”

di Redazione Economia Moderna
03/04/2026
in Esteri
Trump e la Nato, il generale finlandese: “Ritiro Usa, probabilità zero”

Le probabilità che gli Usa lascino la Nato sono pari a “zero”, dato che Donald Trump, che non ha i numeri al Senato, rischierebbe “un’umiliazione” della quale “non ha bisogno”, a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato. In ogni caso, i russi non riuscirebbero a “battere” la Nato sul campo, anche se gli americani l’avessero abbandonata. Lo dice all’Adnkronos l’eurodeputato del Kokoomus, il partito centrista finlandese (gruppo Ppe), Pekka Toveri, che ha servito per 35 anni nell’Esercito del suo Paese.

Ora è in pensione, con il grado di maggiore generale (equivalente al nostro generale di divisione), è stato eletto al Parlamento Europeo e fa parte della commissione Difesa (Sede nel gergo comunitario). Per Toveri, che conosce bene gli Usa avendo prestato servizio come attaché militare all’ambasciata finlandese di Washington durante il primo mandato dell’attuale presidente, è assai scettico in merito alla possibilità che le minacce di Donald Trump si traducano in realtà: “È molto improbabile, direi probabilità zero”.

Toveri ricorda anzitutto che il Congresso degli Stati Uniti “ha emanato una legge proprio per questo tipo di situazione. Il presidente non può ritirare gli Stati Uniti dalla Nato. La decisione spetta al Congresso e per questo è necessaria una maggioranza di due terzi al Senato. L’equilibrio al Senato è quasi 50-50 e molti senatori repubblicani sono contrari all’idea di lasciare la Nato”.
Toveri, ‘difficile ritirare truppe rapidamente’
Insomma, osserva Toveri, Trump “non può raccogliere abbastanza sostegno per farlo accadere. La maggioranza dei senatori comprende chiaramente i vantaggi strategici che la Nato offre agli Stati Uniti”.

Tuttavia, anche se Trump non può imporre autonomamente l’abbandono dell’Alleanza, si teme un’accelerazione dello spostamento dei militari Usa dall’Europa verso altri teatri operativi. Il generale dubita che un ritiro veloce sia fattibile: “Sarebbe difficile per Trump ritirare le truppe rapidamente – risponde – il Congresso ha stabilito nell’ultimo National Defense Authorization Act che il presidente non può ridurre il numero di truppe statunitensi in Europa al di sotto di 76mila unità senza consultazioni con gli alleati e il Congresso”.

E, anche se dovesse accadere, prosegue Toveri, “la riduzione della potenza di combattimento non sarebbe drastica. La potenza di combattimento statunitense (brigate dell’Esercito, squadroni dell’Aeronautica e navi della Marina) rappresenta circa il 3-12% della potenza di combattimento Nato europea”.
Toveri, ‘ma su deterrenza nucleare avremmo un problema grave’
Certo, concede Toveri, “la perdita delle capacità congiunte (C5isr, capacità di precisione a lungo raggio, trasporto aereo, rifornimento in volo) renderebbe più difficile impiegare efficacemente gli 1,5 milioni di soldati Nato presenti in Europa. Ma non sarebbe impossibile. Ci vorrebbe solo più tempo e probabilmente perderemmo più soldati combattendo contro la Russia”.

Ma, sottolinea il generale, che viene da un Paese che fece ‘vedere i sorci verdi’ all’Armata Rossa durante la guerra d’inverno a cavallo tra il 1939 e il ’40, “anche senza le forze e le capacità statunitensi, la Russia non potrebbe vincere contro gli eserciti Nato europei”.

Un altro paio di maniche sono le atomiche. “La questione più importante – sottolinea il generale – sarebbe la deterrenza nucleare. Se gli Stati Uniti dichiarassero di non voler fornire alla Nato europea la deterrenza nucleare, ci troveremmo ad affrontare un problema ben più grave. Abbiamo le capacità del Regno Unito e della Francia, ma il rischio della minaccia nucleare russa aumenterebbe considerevolmente”.
Toveri, ‘cercare di compiacere Trump sarebbe imprudente’
Toveri, che è sposato con un’americana, dubita che per l’Ue sarebbe saggio accondiscendere alle volontà di Trump riguardo all’Iran e allo Stretto di Hormuz: “Penso che cercare di compiacere Trump e cedere alla sua richiesta di inviare forze a partecipare alla guerra contro l’Iran sarebbe imprudente. Significherebbe solo che, in seguito, ci sarebbero nuove richieste. Venezuela, Cuba, chi più ne ha più ne metta… L’Europa dovrebbe impegnarsi con i partiti del Congresso per assicurarsi il sostegno della maggioranza dei senatori e dei rappresentanti per fermare i possibili piani di Trump di ritiro dalla Nato”.

Per Toveri, “a Trump dovremmo promettere di sostenere gli Stati Uniti dopo un eventuale cessate il fuoco e un accordo di pace, in modo che la situazione nel Golfo Persico possa essere stabilizzata e il traffico marittimo protetto. Questo dovrebbe essere fatto in cooperazione con gli Stati del Golfo. Il prezzo per questo sostegno dovrebbe essere il sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina. L’Europa – sottolinea – deve crescere e pretendere anche lei qualcosa, non limitarsi a dare a Trump ciò che vuole”.

Nello stesso tempo, prosegue l’eurodeputato finlandese, “dovremmo rafforzare i nostri sforzi per aumentare le nostre capacità di difesa e soprattutto le nostre capacità congiunte, per sostituire quelle statunitensi. Tuttavia, non credo che Trump tenterà seriamente di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato quest’anno. Sarebbe una mossa impopolare tra la maggior parte della popolazione e del Congresso. Fallirebbe e – sottolinea infine – sarebbe un’umiliazione di cui non ha bisogno, prima delle elezioni di medio termine”. (di Tommaso Gallavotti)

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