(di Gioia Giudici)
CLAUDIO CALO’, TOBIA TILLERMAN
FUORI STAGIONE (RIZZOLI, PP 216, EURO 18) Tobia Tillerman è nato
30 anni fa, ma era solo un nome, quello del protagonista del
libro che un ventenne sognava di scrivere. Oggi è il titolo del
romanzo di esordio di Claudio Calò, direttore marketing del
Gruppo Feltrinelli, un passato come direttore della
comunicazione della Giorgio Armani.
Laurea in lettere moderne alla Cattolica, già autore del
saggio La sfilata di moda come opera d’arte, uscito nel 2022 per
Einaudi, Calò per il suo debutto ha scelto di alternare
italiano e inglese per raccontare il mondo del suo Tobia, nome
italiano e cognome inglese, appunto, che passa da Milano a
Londra e New York come head stylist per Maralto, maison italiana
con successo internazionale, costantemente diviso a metà: tra
due lingue, tra il mondo un po’ vacuo del fashion system e la
sua instancabile voce interiore, tra l’ossessione per il
controllo e un senso di perenne inadeguatezza, tra il ricordo di
un amore di gioventù e l’impossibilità di viverne uno reale.
“La scelta del bilinguismo – racconta Calò all’ANSA – si
trova all’incrocio di più strade. Quando da ragazzino ho
iniziato a pensare di voler fare lo scrittore ho cominciato
anche a leggere in inglese, grazie a una professoressa
illuminata: l’idea che la letteratura fosse una cosa più grande
in un’altra lingua è stata rivelatoria e non ho più smesso di
leggere in inglese, anzi, leggo più in inglese che in italiano”.
Quando ha iniziato a scrivere dei racconti, che poi sono
diventati il romanzo appena uscito, Calò si è reso conto di
continuare a oscillare tra due lingue e ha ripensato a Tobia,
capendo che quell’andare e venire dall’italiano all’inglese era
la voce giusta per raccontare un uomo “oscillante tra due poli,
un doppio amore, le metropoli e i luoghi piccoli come le isole,
il mondo professionale e quello intimo, personale, di uno che
vorrebbe solo innamorarsi e non ce la fa”. L’inglese di Tobia e
Cass, la sua amica di sempre, è quello del fashion system, delle
prime file alle sfilate, delle cene per pochi, dell’educazione e
dei giri esclusivi, ma reso comprensibile dal contrappunto in
italiano, che rende l’atmosfera senza il ricorso al vocabolario.
Una scommessa editoriale vinta secondo Hanya Yanagihara, autrice
di ‘Una vita come tante’, per la quale “Calò è quella cosa rara:
un ribelle, pronto a infrangere le vecchie regole per creare un
linguaggio e una narrazione interamente suoi”.
Avendo lavorato al fianco di Giorgio Armani, ma anche per
Ralph Lauren ed Emilio Pucci, naturale chiedere all’autore
quanto ci sia di reale in Maralto, il celebre stilista per cui
lavora Tillerman. “Armani – sottolinea – non era “Maralto”,
nessuno lo è. Naturalmente è una trasposizione e ho comunque
calcato i lati più estremi del designer per esigenze narrative”.
A conferma, la citazione di Colum McCann che fa da preludio,
ovviamente in inglese, al romanzo: “Some of the novel had been
autobiographical, but the fictional elements were truer” (Alcuni
elementi del romanzo erano autobiografici, ma gli elementi
fittizi erano più veri, ndr).
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