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Tirelli (Lgr): «Trattativa di pace per l’Ucraina frenata da mandato d’arresto per Putin»

di Redazione Economia Moderna
22/03/2023
in Politica
Tirelli (Lgr): «Trattativa di pace per l’Ucraina frenata da mandato d’arresto per Putin»

«Il mandato di arresto per Vladimir Putin, spiccato dalla Corte penale internazionale dell’Aja, è un atto giuridicamente infondato e politicamente devastante che renderà ancor più problematica la gestione, di per sé già difficilissima, di eventuali negoziati di pace tra Ucraina e Russia».
Lo afferma Alexandro Maria Tirelli, leader di «Libertà, Giustizia, Repubblica» e presidente delle Camere Penali Internazionali.

«La richiesta di arresto di un leader planetario, qual è Putin, mina l’autorevolezza e la credibilità della stessa Corte oltre a rappresentare una ferita inferta alla dignità di una nazione e al suo diritto all’autodeterminazione – aggiunge Tirelli –. La Cpi, che dovrebbe tutelare l’umanità dal genocidio e dalle atrocità, è entrata a gamba tesa su un presidente di una nazione in conflitto parteggiando apertamente per una fazione; e questo ragionamento va al di là dell’aspetto morale e politico della guerra russo-ucraina investendo solo l’interpretazione giuridica degli eventi. Che è la sfera entro cui deve muoversi la Cpi».

«La Corte penale internazionale per guadagnarsi il rispetto, la considerazione e la legittimazione nel mondo, deve essere sede di una vera e autonoma giustizia internazionale, slegata dalle pressioni politiche e dell’opinione pubblica: essere insomma uno strumento del diritto al servizio dei popoli. D’altronde, non risultano sue specifiche prese di posizione sui tanti conflitti che ancora oggi, nel silenzio dei media, bruciano in tante parti del mondo. L’idea che una guerra, mediaticamente più appetibile di un’altra, rappresenti il palcoscenico giusto per intervenire è una tentazione a cui la Cpi deve sottrarsi. Basta con l’idea che possa esistere la guerra “giusta e legale” e una guerra “illegale”, e che a deciderlo siano le agenzie internazionali. Gli scontri armati sono sbagliati, sempre».

«Dobbiamo fare un atto di onestà intellettuale: la guerra in atto è, in realtà, una guerra per procura tra la Nato da un lato e la Russia dall’altro. L’invasione (certamente errata) dell’Ucraina è solo una scusa per “portare sul campo” un conflitto cominciato tempo addietro quando la vecchia regola di Yalta (vietato occuparsi di temi politico-militari in uno dei Paesi d’influenza dell’avversario) non è stata più rispettata. D’altronde, sono numerose le ingerenze sia da un lato che dall’altro».

«Non siamo più nel 1948. Il mondo è cambiato, è finita l’epoca del colonialismo in Africa. A Est, così come in India e in America del Sud, ci sono tante nuove democrazie; a volte fragili, altre volte no. A questo punto è necessario un nuovo accordo che ristabilisca gli equilibri geopolitici mondiali. Altrimenti, se non si delineeranno confini chiari, la guerra nucleare sarà alle porte. In queste condizioni potranno nascere conflitti in ogni luogo» rileva ancora il leader di Giustizia, Libertà, Repubblica.

«Infine, possiamo anche aderire all’idea dell’estensione dell’area d’influenza occidentale a Kiev, ma non si può accettare che la giustizia e il diritto internazionali vengano calpestati per ridurli ad ancelle del potere politico-militare-finanziario americano. Ben vengano le corti internazionali, ma devono rappresentare lo scrigno dei più importanti principi di giustizia e umanità. Non possono essere ridotti a semplici comitati da operetta», conclude Tirelli.

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