“Noi possiamo vedere la guerra come
qualcosa di ineluttabile, come qualcosa di normale, e poi
percepire che quello che forse abbiamo smarrito in questi anni è
che la pace si mantiene attraverso delle risorse spirituali, che
gli uomini devono mettere in campo. Non si mantiene da sé. Credo
sia uno stimolo a riscoprire la parte più bella di noi uomini,
cioè il fatto che siamo solidali gli uni con gli altri e
apparteniamo alla stessa umanità, quindi che combattere gli uni
con gli altri ed essere violenti va contro la nostra natura, in
qualche modo”. Così il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di
Torino, a proposito dei conflitti in corso, parlando a margine
dell’inaugurazione a Rivoli, in provincia di Torino, di un
centro per la distribuzione di prodotti di prima necessità e la
fornitura di servizi informativi.
“Certamente – ha aggiunto Repole – c’è bisogno della
diplomazia quando c’è un conflitto, però dico questo perché noi
che siamo da questa parte, in un contesto in cui la guerra
attualmente in modo fisico non c’è, potremmo pensare che sia
soltanto questione di alcuni, invece è questione di tutti. E se
siamo in questo contesto è perché tutti non abbiamo fatto la
nostra parte con quella carica di umanità di cui c’è bisogno”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA









