L’Europa passa dalla ricerca sulla
fusione alla fase di industrializzazione, portandosi in pole
position per la commercializzazione. Proxima Fusion, l’azienda
di energia da fusione a guida italiana (l’ad Francesco
Sciortino) ha firmato un protocollo di intesa (MoU) con lo Stato
Libero di Baviera, l’Istituto Max Planck per la Fisica dei
Plasmi e RWE. Con l’MoU i partner si impegnano a realizzare
congiuntamente Alpha, il primo stellarator dimostrativo per
arrivare poi alla prima centrale elettrica commerciale basata
sulla tecnologia di fusione a confinamento magnetico
(Stellaris). Un investimento che, ha detto il ministro
presidente della Baviera Thomas Soder, vale fino a 400 milioni
di euro.
Alpha verrà costruito a Garching, nei pressi di Monaco e
vicino all’Istituto Planck mentre Stellaris sorgerà in Baviera,
dove Rwe sta smantellando l’ex sito della centrale nucleare di
Gundremmingen. Lo stellarator è progettato, spiega una nota, per
dimostrare per la prima volta un bilancio energetico positivo
del plasma, ossia la produzione di una quantità di energia netta
superiore a quella necessaria per generarla, spiega una nota. Si
tratta di un passaggio verso l’utilizzo commerciale. Il
dimostratore “consente di testare tecnologie chiave in
condizioni realistiche, di acquisire rapidamente conoscenze
attraverso cicli di sviluppo brevi e ridurre in modo sistematico
i rischi tecnologici ed economici, senza dover affrontare da
subito la piena complessità e il rischio finanziario di un
sistema commerciale”.
L’IPP assumerà il ruolo guida nella fisica dei plasmi e la
direzione scientifica del progetto Alpha mentre Proxima Fusion
sarà responsabile dell’ingegneria, delle procedure di gara
pubblica e della costruzione del dimostratore. Proxima Fusion
intende finanziare circa il 20% del costo complessivo del
progetto attraverso
investitori internazionali privati. Anche RWE ha espresso,
nell’ambito del protocollo di intesa, la propria disponibilità a
partecipare finanziariamente. Subordinatamente allo stanziamento
di fondi federali, lo Stato Libero di Baviera offre, nel
rispetto dei vincoli di bilancio, un possibile cofinanziamento
regionale del 20%.
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