“Il tema dell’indipendenza del
giudice – da tutto, anche dai colleghi associati, ma non dalla
legge – è d’attualità, in questi giorni, come non mai. Quanto
più politica sia una questione sottoposta alla sua cognizione,
tanto più il giudice deve saper restare e anche apparire terzo e
imparziale; infatti, quanto più il contesto politico-mediatico
si polarizza, tanto più il giudice deve dimostrare compostezza
istituzionale e rigorosa neutralità”. Così il presidente del
Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) per la Regione
siciliana, Ermanno de Francisco, nella sua relazione alla
cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Villa
Belmonte, a Palermo. Tra i presenti anche il governatore Renato
Schifani.
“Non sono purtroppo certissimo che ciò sia accaduto in
questi giorni – aggiunge – non darebbe buona prova di sé il
giudice che, conoscendo del referendum confermativo della
riforma costituzionale approvata dal Parlamento, non resti
comunque terzo e imparziale – in una parola sereno – pur se
reputi che si tratti di una riforma che possa alterare le sue
scelte cosiddette associative. Giacché, lo ripeto, egli deve
solo applicare la legge, non tifare per quella che preferisca”.
“Noi – sottolinea de Francisco – ci sforziamo di farlo
tutti i giorni, con riguardo a tutte le questioni: così ciascun
magistrato di questo Consiglio si rapporterà individualmente al
referendum, come cittadino libero guidato dalle proprie
convinzioni e dalla propria coscienza, al di fuori da posizioni
preconcette di bandiera o di casta – prosegue – ci sarà
certamente tra noi qualcuno che si autodeterminerà a votare sì
alla riforma costituzionale, come ci sarà chi invece riterrà di
votare no; ma, comunque, manterremo la nostra dignità
individuale e il rispetto reciproco”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA






