(di Lucia Magi)
L’ottavo e ultimo episodio
della seconda stagione di ‘Paradise’ arriva oggi su Disney+. La
serie completa il suo allargamento dalla città sotterranea
creata da un gruppo di miliardari per affrontare la fine del
mondo, al mondo esterno popolato da sopravvissuti in bilico tra
diffidenza e speranza. Il passaggio di scala si fa evidente
anche nella varietà dei costumi, affidati all’italiana Coxy
Rodoni.
“Le linee narrative si moltiplicavano, tra la situazione del
bunker e quella in superficie, e abbiamo dovuto immaginare molti
guardaroba diversi completamente da zero”, racconta all’ANSA ai
Paramount Studios, dove è già partita la produzione della terza
stagione.
Classe 1979, cresciuta tra Milano e Parigi, Rodoni ha
cominciato a lavorare nella moda negli atelier di Gucci e Dolce
& Gabbana, per poi arrivare a Los Angeles con l’idea precisa di
mettere quanto imparato da quei maestri a servizio dell’altra
sua grande passione: il cinema. “I miei cugini – confida –
ricordano che fin da piccola costringevo tutti a guardare film e
poi li vestivo con quello che trovavo in casa per rifare le
scene”.
Nel 2022 Rodoni ha vestito il cast della serie Disney+
‘Washington Black’ (uscita poi nel 2025) con Sterling K. Brown,
che poi Dan Fogelman (già autore di ‘This Is Us’) e John Hoberg
scelgono come protagonista della loro serie post apocalittica.
“È stato Sterling a fare il mio nome quando era in preparazione
la prima stagione di Paradise – ricorda la costumista italiana –
Ho ottenuto un colloquio: avevo divorato la sceneggiatura, mi
ero preparata minuziosamente, ma alla fine hanno scelto un’altra
(Sarah Evelyn, ndr). Fu poco dopo gli scioperi del 2023. Ci sono
rimasta malissimo, perché desideravo lavorare su questo
progetto: l’avevo visto, immaginato, lo sentivo mio. Poi tutto è
tornato: si sono ricordati dei miei bozzetti e mi hanno chiamata
per la seconda. Sono ancora al settimo cielo”, ride.
Gli otto episodi disponibili da oggi su Disney+ alzano la
posta del racconto visivo. Il cambio di passo è evidente anche
dentro Paradise, la città fortezza: “Da quando è scoppiata una
rivoluzione – spiaga Rodoni – vige un regime autoritario che
cerca di mantenere il potere. Per questo dalle tipiche tonalità
“Americana style” della prima stagione, virano su palette dai
toni più smorzati, opprimenti. Le uniformi militari sono più
minacciose: con quelle arrestano persone e le chiudono in
prigioni sotterranee”, descrive. Sinatra (Julianne Nicholson),
la mente di Paradise, colei che l’ha finanziato e voluto, mostra
delle fragilità: non indossa più completi freddi e decisi, ma
sceglie tessuti caldi come il cashmere, si ammorbidisce”.
Il mondo esterno doveva essere l’esatto opposto: sporco,
caotico, ancora umano. “Non c’è elettricità, non c’è lavanderia.
Le persone che ce l’hanno fatta hanno tirato avanti con quello
che avevano. Abbiamo lavorato molto per invecchiare i tessuti,
farli sembrare usurati, vissuti. Ogni capo deve sembrare
sopravvissuto almeno quanto chi lo indossa”.
L’esordio a Graceland è il colpo di genio visivo ed emotivo
della stagione. Annie, una guida turistica nella proprietà di
Elvis interpretata da Shailene Woodley, viene sorpresa
dall’apocalisse durante un turno di lavoro e sopravvive
barricata nella casa-museo alle porte di Memphis. “Costruisce il
proprio guardaroba a partire da ciò che trova. Usa capi
appartenuti a Elvis, come il mantello di raso con cui strappa
una risata all’amica morente o la pelliccia che indossa quando
esce al gelo per seppellirla. Poi c’è il merchandising: le felpe
di tutti i colori con la scritta Graceland, per esempio, ma
anche gli indumenti trovati nelle stalle. Annie mescola tutto”.
È rimasta sola e nascosta per due anni quando un gruppo di
motociclisti che vuole “riavviare il mondo” forza la famosa
cancellata della villa. Il loro capo è Link, interpretato da
Thomas Doherty. Insieme, diventano il segno di una nuova
speranza. Mentre Paradise va a rotoli, l’inferno fuori si
illumina di futuro, quando i due riescono ad amarsi per una
notte. “Per quella scena abbiamo immaginato che entrambi
cercassero di vestirsi bene, di sentirsi carini dopo tante
privazioni”. E allora, Annie si pettina, si guarda allo specchio
e sceglie un vestito appartenuto a Priscilla. “Mi sono ispirata
al vestito rosa che la signora Presley indossava nelle foto
ufficiali con Elvis e Lisa Marie neonata”, spiega Rodoni,
inserendo così un piccolo indizio narrativo, quasi un presagio.
Da quell’unica notte tra Link e Annie, nascerà una bambina.
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