(di Mauretta Capuano)
NICCOLÒ AMMANNITI, IL CUSTODE
(EINAUDI, PP 164, EURO 16,50). Torna all’adolescenza Niccolò
Ammaniti con la storia di un ragazzo, il tredicenne Nilo
Vasciaveo, che vive in un paesino sperduto della Sicilia,
Triscina, nel suo nuovo atteso romanzo ‘Il custode’, una favola
nera appena arrivata in libreria per Einaudi Stile Libero. È il
suo più pauroso romanzo d’amore in cui ci porta anche e in modo
sorprendente alle origini della mitologia greca.
“Gli dei sono più umani degli umani e non sono mai giusti. Sono
rabbiosi, permalosi, scorretti e spesso invidiosi. Atena era
innamorata di Poseidone e, accecata dalla gelosia, ha incolpato
Medusa di averlo sedotto e l’ha trasformata in un mostro” dice a
Nilo la madre che adora lo studio del greco antico e fare i
conti. Tra orrore e tenerezza, ci sono anche le Metamorfosi di
Ovidio, la poesia e il mondo dei mafiosi.
Nilo abita in un buio seminterrato con la zia Rosi e la madre
Agata, in un sottoscala con le pareti giallo camomilla dove, per
mancanza di sole, le piante sono finte, che custodisce un antico
e pauroso segreto. Il padre è morto sul lavoro, ma non si sa
bene come, quando aveva due anni.
“Mamma mi aveva avvertito, scordati gli amici, scordati i
viaggi, il mondo inizia e finisce a Triscina, noi abbiamo un
compito, occuparci della cosa nel bagno” racconta Nilo che si
addormenta ogni notte con delle gocce di sonnifero che gli
somministra la madre.
Questa volta lo scrittore tradotto in tutto il mondo, l’autore
di ‘Io non ho paura’, di ‘Io e te’, de ‘La vita intima’, Premio
Strega nel 2007 con ‘Come Dio comanda’, le cui opere sono
diventate anche film diretti tra l’altro da Gabriele Salvatores
e Bernardo Bertolucci, scava nei desideri nascosti di un
adolescente che ha la passione per la scultura e afferma di
essere un discendente del grande ateniese Fidia. La sua famiglia
da secoli è custode di qualcosa di indicibile, la madre lavora
in una casa di cura e dirige l’azienda ‘Marmi Sorelle
Vasciaveo’ che in realtà è una copertura. L’officina viene usata
dai mafiosi per mettere a posto chi ha visto troppo.
In questo sperduto e arcaico borgo – “a Triscina d’inverno non
c’è nessuno, proprio nessuno. Internet dice che ci vivono
settecentoquaranta persone, ma se ci sono si nascondono
benissimo” – si rompono tutti gli equilibri quando arrivano la
trentenne filiforme un po’ consumata Arianna, che fa dirette su
OnlyFans, e la figlia di dieci anni Saskia, con uno zaino a
forma di aragosta sulla schiena che guarda Nilo incuriosita. Ma
lui si prende una bella cotta per la madre. Tra i suoi desideri
“essere come Fidia “il più grande scultore del mondo, studiato
nei libri di scuola, ammirato, ricco e sempre sposato con
Arianna”. Dopo aver conosciuto l’amore, Nilo non potrà più
sopportare certe cose che fanno parte della sua vita quotidiana.
Dedicato “alle donne della mia vita”, ‘Il custode’, in cui lo
scrittore romano usa espressioni del linguaggio siciliano, ha un
finale difficile da immaginare. “Il lettore incontrerà due o tre
circostanze inverosimili che noi riportiamo per rispetto alla
verità” come dice il brano da I miserabili di Victor Hugo
riportato in apertura. E come colonna sonora Claudio Baglioni,
Jovanotti e citazioni anche dalle canzoni ‘Con te partiro’
interpretata da Andrea Bocelli e da ‘Bruci la città’ di Irene
Grandi.
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