Mimì con gli occhi di Alice:
successo e lunghi applausi per la Bohème dalle atmosfere alla
Lewis Carrol, regia della catalana Barbara Lluch, che ha
debuttato ieri sera in un Teatro San Carlo tutto esaurito.
Calorosi gli apprezzamenti del pubblico per la direzione di
Michele Gamba, al debutto al Massimo partenopeo, così come per
Orchestra, coro e voci bianche di casa. Felice prima volta nel
ruolo per la star Pretty Yende, una protagonista dei
palcoscenici internazionali: affettuosi i consensi finali e
(dove si attendono, nelle arie più amate dell’opera di Giacomo
Puccini), applausi a scena aperta per il soprano sudafricano,
per il Rodolfo del giovane tenore cino-australiano Kang Wang,
così come per la luminosa Marina Monzó e per Artur Ruciński in
Musetta e Marcello.
Nella produzione proveniente dal festival di Erl, i quattro
artisti torneranno insieme nelle due recite del 10 e 12 aprile.
Per le altre tre repliche, il 9, 11 e 14 aprile, atteso secondo
cast di livello, composto del soprano franco-danese Elsa Dresig
e René Barbera, tenore tra i più ricercati della scena odierna,
come Mimì e Rodolfo. Con loro Maria Knihnytska, già Allieva
dell’Accademia di Canto del Teatro San Carlo, nel ruolo di
Musetta, accanto a Liam James Karai, per la prima volta
Marcello.
In tutte le rappresentazioni, Alessio Arduini (Schaunard),
GianlucaBuratto (Colline) e Matteo Peirone (Benôit e Alcindoro),
con quattro Artisti del Coro: Ivan Lualdi (Parpignol), Ciro
Giordano Orsini (Sergente dei Doganieri), Giuseppe Todisco (Un
doganiere) e Mario Rosario Thomas (Un venditore ambulante).
“Ciò che più mi commuove nella Bohème – spiega nelle sue note
di regia Lluch – è il modo in cui la salute e la malattia
convivono nello stesso edificio. La vita e la morte”. Ed è
nella classica soffitta parigina in versione contemporanea che
si apre una porta in grado di far ‘attraversare lo specchio’
alla protagonista, che appare subito in abito da Alice,
allontanandola così dal suo dolore, verso la ‘tana del
bianconiglio’.
Colorati e fiabeschi in puro stile ‘paese delle meraviglie’
sono i costumi di Clara Peluffo Valentini, invadono soprattutto
il secondo quadro, tra i tavoli del cafè Momus. Le luci sono a
cura di Georg Veit e Urs Schönebaum, il video di Tal Rosner e la
coreografia di Mercè Grané.
Inserito nella stagione lirica, l’amato titolo pucciniano
(con libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica) celebra anche
i 130 anni della prima rappresentazione al San Carlo, il 15
marzo 1896, a poche settimane dal debutto assoluto al Regio di
Torino.
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