A tre anni dall’ultimo album ‘Que
ta tête fleurisse toujours’, entrato nella top 5 della
classifica degli album francese e certificato oro, Mika è
tornato un mese fa con ‘Hyperlove’ e il singolo ‘Immortal Love’,
che segna l’inizio di una nuova era discografica. Cantautore e
showman libanese naturalizzato britannico, 42 anni, Mika –
all’anagrafe Michael Holbrook Pennyman jr – sarà in Italia con
due date, il 2 marzo all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno
(Bologna) e il 4 all’Ogr di Torino, nell’ambito dello ‘Spinning
Out Tour’, il suo più grande tour da headliner, che si
concluderà a Ginevra dopo una quindicina di concerti in sei
Paesi.
I brani sono stati registrati in vari luoghi, da Montreal
alle colline di un piccolo villaggio in Toscana, fino ai
grattacieli di Bangkok: il risultato è un album di musica dance
e carico di synth, libero, psichedelico ed emotivo, dove Mika
riporta al centro della scena melodie al pianoforte, dando vita
a un progetto che si colloca a metà fra atmosfera analogica e
vitalità tipica del pop elettronico. “L’ingrediente segreto di
Hyperlove è la libertà elettrica – spiega il cantante – L’ho
scritto in purezza, senza pensare alle conseguenze, assumendomi
il rischio di osare. Dopo vent’anni sono ancora qui perché
celebro la mia parte alternativa, anche facendo pop”.
Nel suo ‘curriculum’ ci sono 20 milioni di album venduti in
tutto il mondo, una nomination ai Grammy e diversi dischi d’oro
e platino, con oltre 485 milioni di streaming su Spotify solo
per ‘Grace Kelly’, canzone diventata virale anche su TikTok, e
successi internazionali tra cui ‘Relax (take it easy)’ e ‘Love
today’. Ma ha anche condotto i David di Donatello, ha concluso
la terza stagione del suo show televisivo britannico ‘The Piano’
accanto a Jon Batiste, è stato nominato coach di ‘La Voz’ (The
Voice) Spagna per la stagione 2025, ha ricevuto il Nordoff &
Robbins Global Impact Award a Londra. Mika è riconosciuto come
uno degli artisti più magnetici e versatili dal vivo, capace di
trasformare ogni concerto – in setlist ci sono una ventina di
brani – in una festa collettiva.
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