Il presidente brasiliano Luiz
Inácio Lula da Silva ha presentato al Congresso un disegno di
legge che propone l’abolizione della settimana lavorativa di sei
giorni seguita da un giorno di riposo, il che implicherebbe una
riduzione dell’orario di lavoro settimanale. Secondo il leader
progressista la proposta, presentata con procedura d’urgenza per
accelerarne l’esame, mira a costruire “un Paese più equo con una
migliore qualità della vita per tutti”.
La riduzione della settimana lavorativa a cinque giorni è una
richiesta di lunga data di settori popolari e sindacati, ed è
diventata uno dei pilastri principali del programma di governo
in vista delle elezioni presidenziali di ottobre, in cui Lula si
candida per un quarto mandato non consecutivo.
Il progetto prevede che la riduzione dell’orario di lavoro
non influirà sui salari dei lavoratori. L’ex operaio
metallurgico ha sottolineato che i progressi tecnologici e
l’aumento della produttività dovrebbero tradursi in più riposo e
tempo libero per la popolazione. Da parte sua, la Confederazione
nazionale dell’industria ha espresso preoccupazione e ha
avvertito che la riduzione della settimana lavorativa a 40 ore
potrebbe aumentare i costi per i lavoratori del settore formale
fino al 7% annuo, pur riconoscendo che il dibattito è “legittimo
e necessario”.
Il Congresso sta attualmente esaminando una proposta di
emendamento costituzionale sullo stesso tema. Il presidente
della Camera dei deputati, Hugo Motta, ha chiarito che il
disegno di legge di Lula non interromperà l’iter legislativo in
corso. Tuttavia, la presentazione del testo con procedura
d’urgenza obbliga il parlamento a discuterlo e votarlo entro 45
giorni, mentre un emendamento costituzionale richiede un
processo più lungo, includendo la formazione di una commissione
speciale.
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