(di Marzia Apice)
La settimana pasquale sarà
all’insegna della grande arte, con la possibilità di vedere
molte mostre anche nei giorni di festa, dal focus su Giovanni
Antonio Bazzi detto il Sodoma a quello sull’Art Déco e alle
figure femminili nel barocco fino all’omaggio fotografico ad
alcune delle donne che più si sono distinte nella società negli
ultimi anni.
TORINO – Alla Fondazione Occorsi Ometto arriva la rassegna
“Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del
Rinascimento”, dal 31 marzo al 6 settembre, curata da Serena
D’Italia, Luca Mana e Vittorio Natale. Le oltre 50 opere
presenti in mostra, alcune delle quali inedite o mai esposte
prima, propongono per la prima volta al visitatore la produzione
iniziale del pittore, in cui emerge la spasmodica ricerca di uno
stile personalissimo attraverso le molteplici esperienze
vissute.
TRIESTE – Dal 2 aprile al 1 novembre una parte importante della
collezione egizia di Massimiliano d’Asburgo, esposta nella
Collezione egizio-orientale del Kunsthistorisches Museum, torna
a Trieste alle Scuderie del Castello di Miramare nella mostra
“Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni
egizie tra Trieste e Vienna”. A cura di Massimo Osanna,
Christian Greco, Cäcilia Bischoff e Michaela Hüttner, la mostra
presenta oltre 100 reperti a testimonianza della passione per
l’egittologia nel panorama del collezionismo ottocentesco
triestino.
MODENA – “La virtù e la grazia. Figure di donne nella pittura
barocca”, mostra a cura di Lucia Peruzzi, è in programma dal 3
aprile al 28 giugno alla Galleria Bper. In 5 nuclei tematici che
intrecciano devozione, mito, potere e sentimento, il progetto
approfondisce la centralità della figura della donna – santa,
vergine, martire, eroina biblica, dea pagana, seduttrice,
allegoria – nell’arte barocca, attraverso opere di maestri quali
Lucio Massari, Guido Cagnacci, Ludovico Carracci e altri.
FIRENZE – Quattro decenni di esplorazione tra altopiani,
ghiacciai, formazioni geologiche e comunità umane sono al centro
della mostra “Luci d’alta quota. Lettera di un amore di
quarant’anni su pellicola”, personale dedicata al fotografo
Zhang Chaoyin, visitabile fino al 15 maggio alla Manifattura
Tabacchi Firenze. Nel percorso figurano 60 opere che indagano il
dialogo tra uomo e paesaggio, tempo e memoria, luce e materia,
offrendo al pubblico una riflessione sul tempo profondo e sulla
fragilità degli ecosistemi d’alta quota. Ceramiche, vetri,
arredi, gioielli, tessuti, abiti, manifesti e costumi di scena
ricostruiscono il clima culturale degli anni Venti e raccontano
uno dei movimenti artistici novecenteschi più raffinati ed
eclettici: è la mostra “Firenze Déco. Atmosfere degli anni
Venti”, a cura di Lucia Mannini, in programma a Palazzo Medici
Riccardi dal 2 aprile al 25 agosto. Il focus della mostra è
Firenze, città che si affermò come laboratorio raffinato di arti
applicate, moda, design, teatro e arti decorative contribuendo
alla diffusione dell’Art Déco in Italia ed Europa.
SAN MINIATO (PI) – Storie di resistenza e conquiste femminili
animano la mostra “Marianne d’Italia – Il coraggio delle
donne”, un progetto firmato dal fotografo Riccardo Bagnoli e
curato da Paola Severini Melograni, in programma a Palazzo
Grifoni dal 1 aprile al 1 maggio. Nel percorso figurano i
ritratti di 80 protagoniste della società civile italiana:
scienziate, artiste, economiste e attiviste che, con la loro
leadership, contribuiscono al progresso del Paese.
ROMA – Fino al 25 maggio Mucciaccia Gallery ospita “Life Is
Good”, prima mostra personale in Italia dell’artista Ezgi
Günestekin, figlia di Ahmet Günestekin, mecenate dell’arte turca
e fondatore della Günestekin Art Refinery. Nelle 20 opere
realizzate con acrilico e pennarello su tela emerge una
figurazione non convenzionale, in un racconto fatto di
contraddizioni, pensieri e stati interiori. Due le mostre in
apertura al Mattatoio: dal 1 aprile al 17 maggio è allestita la
mostra “Vincenzo Scolamiero. Con qualche parte della terra”, a
cura di Maria Vittoria Pinotti, che ripercorre 15 anni di
carriera dell’artista, la cui ricerca è influenzata dalla
lettura della poesia, dall’ascolto della musica e da una
costante attenzione rivolta alle più piccole tracce del
quotidiano. Aperta in contemporanea anche la mostra “Alfredo
Zelli. Beata moltitudo”, curata da Carlo Alberto Bucci, che
attraverso 40 opere racconta l’evoluzione dell’artista, in un
progetto dal sapore antologico concepito però nella forma di una
personale.
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