Mariangela Caterina Melato (Milano il
19 settembre 1941 – Roma 11 gennaio 2013), che avrebbe compiuto
85 anni il 19 settembre, resta una delle attrici più amate del
cinema italiano, diva ‘nuova’, leggera come una soubrette ma con
il peso culturale dell’attrice impegnata, come la ricorda la
Treccani in una voce del nuovo Dizionario biografico e tematico
delle donne in Italia.
Attrice sospesa tra divismo e antidivismo, sensualità e serietà,
levità e spessore, sfuggì in realtà sempre alle categorie e si
sottrasse alle etichette, nell’arte come nella vita. Fu
espressione di un femminismo personale e pragmatico, legato a un
profondo desiderio di autorealizzazione professionale e
artistica, «simbolo dell’immagine rinnovata della donna» e
ispirazione per molte giovani attrici, che vedevano in lei un
modello di femminilità alternativa ed emancipata.
Professionista instancabile guidata da un grande senso del
dovere e dalle riconosciute doti tecniche e vocali, fu anche
un’interprete sensibile e umana, con una spiccata passione per
la sperimentazione, sia di personaggi sia di generi, mossa prima
di tutto dalla necessità di una costante esplorazione di sé.
Dotata anche di grande fascino, arrivò a ricevere un invito da
Tinto Brass per recitare senza veli in uno dei suoi film
erotico-autoriali e si meritò, anche grazie alle sue presenze
sul piccolo schermo, persino l’appellativo di “sex symbol col
cervello”.
Mariangela Melato iniziò la sua carriera nei primi anni Sessanta
quando, scambiata per una parente della nota attrice Maria
Melato, passò le selezioni dell’Accademia dei filodrammatici di
Milano, senza terminare il biennio e trovò il successo grazie
all’interpretazione di Olimpia nel suo celebre Orlando furioso
(1969), che le valse il commento di «scoperta folgorante» da
parte della critica.
Da lì una carriera incredibile, con film quali Per grazia
ricevuta, prima regia di Nino Manfredi del 1971, e La classe
operaia va in paradiso di Elio Petri. Qui incontrò Gian Maria
Volonté, da cui apprese l’uso di trascrivere le battute del
copione in vari colori, come “una sorta di misterioso spartito
musicale” e nel 1972 partecipò al Festival di Cannes con La
classe operaia, Palma d’oro ex aequo con Il caso Mattei di
Francesco Rosi, e con Mimì metallurgico ferito nell’onore, che
le valse anche un premio speciale ai David di Donatello, due
Nastri d’argento come attrice protagonista e un Globo d’oro come
attrice rivelazione. Mimì metallurgico avviò una felice
collaborazione con Wertmüller, ma anche una fortunata coppia
cinematografica con Giancarlo Giannini.
Nel 1974 la terza pellicola firmata Wertmüller trainò la coppia
artistica Melato-Giannini sulle vette della fama internazionale
con Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto,
che la portò a intensificare fino al 1983 l’attività
cinematografica con circa quindici film in meno di dieci anni e
moltissimi riconoscimenti. Nei primi anni Ottanta partecipò
anche al film Il pap’occhio, opera prima alla regia di un altro
suo partner storico, poi amico per la vita, Renzo Arbore.
Nel 1984 si dedicò quasi esclusivamente alla televisione, nel
varietà Al Paradise condotto in prima serata da Oreste Lionello,
e a produzioni varie negli anni seguenti. Molte anche le
registrazioni degli spettacoli teatrali prodotte dalla Rai, tra
cui Filumena Marturano, ultimissima produzione televisiva alla
quale prese parte, già malata da un anno al pancreas, accanto a
Massimo Ranieri, nel 2010.
Fu Ronconi, alfa e omega della sua carriera teatrale, ad
accompagnarla nel suo ultimo spettacolo, Nora alla prova da Casa
di bambola di Henrik Ibsen (marzo 2011). La resa risentì delle
compromesse condizioni fisiche, ma Melato ottenne ex aequo
ancora un premio Ubu come miglior attrice, che s’aggiunse ai
numerosi riconoscimenti alla carriera e all’alta onorificenza di
commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica, conferitale
il 28 maggio 2003 dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.
Al suo funerale, furono le parole di Emma Bonino a dare
l’estremo saluto a questo “modello raro di autonomia femminile”
davanti alla chiesa degli artisti di Roma il 12 gennaio 2013.
Il Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia è
un’opera unica in tre volumi di oltre 2.500 pagine che raccoglie
650 profili di donne – italiane o legate in modo significativo
alla storia del Paese – attive dal Settecento ai primi decenni
del XXI secolo. Diretto da Emma Giammattei, il Dizionario nasce
dall’esigenza di restituire piena visibilità storiografica e
pubblica alla presenza femminile nella storia italiana,
proseguendo e rinnovando la tradizione del Dizionario biografico
degli Italiani.
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