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Home Cultura

La letteratura dell’infanzia a 150 anni dalla nascita di Laura Orvieto

di Redazione Economia Moderna
26/03/2026
in Cultura
La letteratura dell’infanzia a 150 anni dalla nascita di Laura Orvieto

Sarà come entrare a una festa di compleanno: al centro la festeggiata, attorno amici e sodali che con lei hanno condiviso l’amore per la letteratura, in particolare quella dedicata ai più giovani. Per celebrare i centocinquanta anni dalla nascita di Laura Orvieto (Milano, 7 marzo 1876 – Firenze, 9 maggio 1953), scrittrice di alcuni testi cardine della letteratura per ragazzi e per sottolineare la centralità di una produzione letteraria troppo spesso relegata a ‘sottocategoria’, il Gabinetto Vieusseux di Firenze presenta, presso l’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti”, la mostra “Raccontare il mondo. Donne, letteratura e infanzia al Vieusseux. Laura Orvieto, le donne e la letteratura per l’infanzia”: autrici complesse che segnano un’epoca con le loro opere ricche di magia, illustrazioni e colori, ma non per questo sorelle minori di quelle destinate agli adulti.

“Questa mostra – affermano Riccardo Nencini e Michele Rossi, presidente e direttore del Vieussuex – nasce in occasione del 150simo compleanno di Laura Orvieto, figura cardine del Gabinetto Scientifico Letterario, non solo per la presenza del vasto Fondo della famiglia Orvieto presso il nostro Archivio contemporaneo, dove sono ricostruite tre stanze dell’appartamento in cui era custodita la biblioteca di Adolfo Orvieto, ma anche per la costituzione nel lontano 1953, anno di morte della scrittrice, del più importante Premio per la letteratura d’infanzia, di cui oggi porta il nome, che ogni due anni si celebra qui al Gabinetto Vieusseux a testimonianza del vivo interesse della nostra Istituzione verso i più giovani e gli adulti dimentichi della meraviglia”.”Tutto verte sulla parola ‘raccontare’ che diviene sinonimo di ‘conoscere’. Le storie non sono mero intrattenimento, ma uno strumento vivo che insegni la vita con le sue gioie e i suoi pericoli, ma anche il Male nei suoi più svariati aspetti, e che guidi, verso l’ascolto e la visione del Mondo», afferma la curatrice della mostra Elisa Martini. «Non è, infatti, un caso che questi testi – continua la seconda curatrice, Benedetta Gallerini – siano costellati da bellissime illustrazioni, come ad esempio quelle di Ezio Anichini che ha illustrato quasi la totalità dei libri di Laura Orvieto o quelle di Duilio Cambellotti o Aleardo Terzi per i libri di Térésah. Questa mostra è un’occasione unica per scoprire e ri-scoprire il fantastico e il meraviglioso di questa letteratura dimenticata”.La mostra, aperta al pubblico da oggi, 26 marzo, al 24 luglio, pone al centro la figura di Laura Orvieto, autrice di libri celeberrimi come Storie della storia del mondo e Leo e Lia, accanto alla quale riemergono nomi di scrittrici che, con le loro storie e racconti, hanno ‘fatto gli italiani’. L’intenzione è di valorizzare un universo sommerso che entra nel patrimonio dell’Istituto già con la pubblicazione, fin dal 1836, da parte di Giovan Pietro Vieusseux della «Guida dell’educatore» e con la rubrica dei Books for children ideata da Eugenio Vieusseux negli anni Settanta dell’Ottocento.Suddivisa in sezioni, “Raccontare il mondo. Donne, letteratura e infanzia al Vieusseux” presenta una struttura cronologicamente a ritroso. Salendo lo scalone di Palazzo Corsini Suarez, sede dell’archivio Bonsanti, si può incontrare la prima teca (L’eredità) dedicata al «Premio di letteratura per ragazzi Laura Orvieto», nato all’indomani della morte della scrittrice avvenuta nel 1953, e un altro piccolo tassello, denominato Verso il futuro, nel quale la scrittrice recensisce il libro appena uscito di Bambi e ne coglie la valenza filmica. Si arriva, quindi, al cuore della mostra, pensato dalle curatrici, e di conseguenza allestito, come una tradizionale festa di compleanno borghese dell’inizio del Novecento. Nelle teche centrali appare Laura, la “festeggiata”, con le prime edizioni dei suoi libri e le sue preziose carte manoscritte; attorno, gli “invitati”. Nella teca Gli antenati, oltre alla «Guida dell’Educatore» e alla rubrica Books for Children, le opere di Rudyard Kipling, Louisa May Alcott, Ida Baccini, Emma Perodi, Carlo Lorenzini, che, generazione precedente a quella di Laura, aprono il filone della letteratura infantile e, come la Orvieto, erano stati a loro volta iscritti al Gabinetto Vieusseux. Assieme a loro, Rosa Errera, scrittrice e maestra di Laura. Nelle vetrine Le amiche fiorentine e Le amiche lontane viene dato spazio alle scrittrici e illustratrici contemporanee di Laura: Amelia Pincherle Rosselli, Maria Bianca Viviani della Robbia, Bona Gigliucci, Lina Schwarz, Sonia Naldi de Figner, Paola e Gina Lombroso, Teresa Corinna Ubertis (in arte Térésah), Augusta Rasponi del Sale (Gugù), legate alla famiglia Orvieto, ma anche all’Archivio, che ne conserva le carte. Gli ultimi spazi sono riservati alle riviste per l’infanzia e soprattutto all’attività della Orvieto come direttrice della «Settimana dei ragazzi», fondata all’inizio del 1945 e che cessò le pubblicazioni nel 1947. Tanti i bozzetti, che recano le firme – tra le altre – di artisti di chiara fama come Fiorenzo Faorzi, Piero Bernardini, Giancarlo Bartolini Salimbeni e Vinicio Berti.

Prec.

A Palazzo Merulana in mostra gli anni romani dell’artista ligure Francesco Vaccarone

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