Una nuova opera della street artist
Laika dal titolo “War Is Patriarchy” (La Guerra è Patriarcato) è
apparsa a Roma alla vigilia della Giornata Internazionale della
Donna.
Il poster, affisso in via Boncompagni, a pochi passi
dall’Ambasciata Usa, raffigura una militante transfemminista che
spezza in due un missile con un calcio.
L’artista spiega che questa giornata di lotta arriva in un
momento terribile per l’umanità, in cui “venti di guerra su
larga scala soffiano sempre più forte”.
“Una guerra voluta da leader dispotici, che – afferma in una
nota – se ne infischiano del diritto internazionale e si rendono
responsabili della morte di migliaia di vite, spesso donne e
bambini, solo per i propri interessi economici e per le loro
dinamiche di potere”.
Secondo Laika “la guerra è patriarcato’ perché del patriarcato
è l’espressione più estrema. Con la logica del dominio, della
violenza e della sottomissione, la guerra applica su scala
globale la gerarchia patriarcale, dove la forza, la violenza e
il controllo prevalgono su diplomazia, cooperazione e diritti”.
Per poi aggiungere: “Guerra è anche quella che il nostro governo
ha deciso di fare alle donne, alle soggettività femminilizzate,
alle persone trans e non binarie attraverso il Ddl Bongiorno,
che ha come obiettivo minare la credibilità di chi subisce
violenza e tutelare chi abusa, aggravando la vittimizzazione nei
tribunali”.
L’artista conclude con un appello: “Oggi più che mai è
importante scendere in piazza domenica 8 marzo e partecipare
allo sciopero di lunedì 9 marzo. Essere contro guerra e
patriarcato significa stare dalla parte giusta della storia”.
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