“Helmut Schober. Luce e Movimento
– Licht und Bewegung” è il titolo della mostra curata da Dieter
Ronte e realizzata con il contributo del Forum Austriaco di
Cultura, che sarà inaugurata questa sera alla Fondazione Mudima
a Milano. L’esposizione, che resterà aperta al pubblico fino al
30 ottobre 2026, ripercorre le fasi salienti della vasta
produzione artistica dell’autore austriaco, dai lavori
performativi degli anni Settanta fino alle ultime
sperimentazioni pittoriche.
La mostra ripercorre alcune tappe fondamentali della ampia e
poliedrica produzione artistica del tirolese: dalle foto delle
prime performance degli anni settanta, quando appoggiava un tubo
di neon a luce bianca sul proprio corpo, al tema del vortice e
al ritorno alla pittura negli anni ottanta. In mostra saranno
esposte due opere presentate alla Biennale di Venezia nel 1986
(Figur mit Idol, 1985) e a Documenta VIII a Kassel (Germania)
nel 1987 (Kampfraum 1, 1986). Dall’uso monocromatico dei primi
anni novanta alla creazione di immagini policrome più recenti,
saranno esposte una serie di opere di grande formato (300 x 300
cm) realizzate con i tre colori primari – rosso, giallo e blu –
e alcuni quadri policromi di formato 120 x 120 cm. Non mancano
neanche i dipinti e disegni di grandi dimensioni intitolati
Schwetzinger Zyklus, creati nel 2004-2005 ed esposti presso il
Kunstverein di Schwetzingen nel 2006: un omaggio a Mozart e alla
sua celebre trilogia di opere italiane. “La luce si diffonde con
grande calma, possiede una pienezza e una mitezza che non
abbaglia né ustiona, anzi dispiega quel silente splendore
descritto dai poeti della notte prima di iniziare a sognare”,
scriveva Manfred Schneckenburger nel libro Helmut Schober.
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