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Home Economia Italiana

Immobiliare in rally tra attese sui colloqui USA-Iran e rischio inflazione

di Redazione Economia Moderna
11/04/2026
in Economia Italiana
Immobiliare in rally tra attese sui colloqui USA-Iran e rischio inflazione

Settimana in rally per gli indici immobiliari, con gli investitori che guardano con ottimismo ai colloqui tra USA e Iran previsti nel fine settimana a Islamabad. Tuttavia, il contesto resta fragile: il conflitto, ormai esteso e con molteplici attori coinvolti, mantiene incerta la tenuta di una possibile tregua e continua a riflettersi sui prezzi energetici, alimentando timori di nuove pressioni inflazionistiche. Uno scenario che riporta l’attenzione sulle prossime mosse delle banche centrali, decisive per il costo del credito e quindi per la domanda nel mercato immobiliare.
Inflazione, Fed e BCE tra energia e rischio tassi
Le aspettative di inflazione restano al centro dell’attenzione di Fed e BCE, in un contesto reso più incerto dall’aumento dei prezzi energetici legato alle tensioni geopolitiche. Negli Stati Uniti, un sondaggio della Federal Reserve di New York ha segnalato un nuovo aumento delle attese inflazionistiche, con i consumatori che vedono i prezzi in crescita al 3,4% a 12 mesi, mentre peggiora anche il sentiment delle famiglie. L’istituto centrale mantiene per ora i tassi invariati, ma non esclude ulteriori rialzi in caso di persistenza delle pressioni sui prezzi. Nell’area euro, invece, la BCE avverte che uno choc energetico prolungato potrebbe alimentare una spirale inflazionistica, rendendo necessari nuovi interventi sui tassi, anche se al momento le aspettative restano ancora ancorate all’obiettivo del 2%.
I dati macro della settimana
Si attenua il calo le domande di mutuo negli Stati Uniti. Nella settimana al 3 aprile, l’indice che misura il volume delle domande di mutuo ipotecario registra un calo dello 0,8%, dopo il -10,4% registrato la settimana precedente. L’indice relativo alle richieste di rifinanziamento è diminuito del 2,8%, mentre quello relativo alle nuove domande è aumentato dell’1,1%. La Mortgage Bankers Associations (MBA), indica che i tassi sui mutui trentennali sono diminuiti al 6,51% dal 6,57% precedente.
Studi di settore
Nel mercato della locazione in Italia persiste un quadro di forte disallineamento fra domanda e offerta abitativa che ha fatto aumentarele locazioni: se da un lato, la politica monetaria più accomodante ha supportato l’aumento delle compravendite residenziali, dall’altro, l’aumento dei prezzi di vendita degli immobili ha stimolato anche la domanda di locazione. Tale contesto ha determinato nel 2025 un aumento dei canoni di locazione del 3,5%, aggravando il peso dell’affitto sui bilanci familiari. È rileva l’Osservatorio Affitti 2025, condotto da Nomisma per conto di CRIF, in collaborazione con Confabitare. Da segnalare anche la scarsa disponibilità di immobili in affitto, conseguenza anche dell’elevato numero di abitazioni non destinate al mercato della locazione tradizionale, che trova accentuazione in particolare nei grandi centri urbani e nelle città a vocazione turistica: per fare un esempio, solo nelle città di Milano e Bologna si stimano rispettivamente circa 25.000 e 8.000 immobili attualmente non destinati al mercato della locazione tradizionale. L’Osservatorio ha analizzato anche il rapporto tra locatori e locatari: l’agenzia immobiliare resta un punto di riferimento soprattutto per i proprietari, ma cresce la quota di inquilini che stipula il contratto senza intermediazione perché conosce direttamente il locatore. Inoltre, il 50% dei locatori è interessato a servizi di property management, in particolare per il servizio relativo alla selezione e verifica dell’affidabilità dell’inquilino e per la gestione dei pagamenti e dei solleciti. Il dato più significativo è che – in caso di richiesta – un inquilino su tre sarebbe pronto a presentare un certificato di affidabilità finanziaria, uno strumento già utilizzato abitualmente in diversi Paesi esteri per attestare la solidità economica dell’inquilino.
L’andamento del settore in Borsa
Il settore immobiliare sulla piazza milanese ha chiuso l’ottava in territorio positivo con l’indice FTSE Italia All Share Real Estate che sale del 3%. Bene anche il comparto, a livello europeo, con l’indice Stoxx 600 Real Estate che guadagna il 3,5%.

Fra le società immobiliari quotate a Piazza Affari, Brioschi guadagna più di 6 punti percentuali, mentre IGD sale di oltre il 3%. Abitare IN chiude con un +2,9% e Next Re limita la salita all’1,3%. Aedes +1.2%. Frazionale la salita di Gabetti +0,3%. Dal lato dei ribassi, Risanamento con un calo del 5%.

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