Il turismo a Cuba è crollato del
62% da gennaio a luglio di quest’anno rispetto allo stesso
periodo del 2025, evidenziando la profonda crisi di un settore
strategico per l’isola da quando gli Stati Uniti hanno
intensificato la pressione sul castrismo al potere, minacciando
i tour operator internazionali e imponendo un embargo
energetico.
Secondo un rapporto dell’Ufficio nazionale di statistica e
informazione (Onei), la nazione caraibica ha accolto 419.863
visitatori stranieri fino a luglio, pari a 708.968 viaggiatori
in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il calo
maggiore si è registrato tra i turisti provenienti dal Canada,
con 350.737 arrivi in meno.
Negli ultimi mesi, Cuba è stata abbandonata da catene
alberghiere internazionali come le spagnole Meliá, Iberostar e
Barceló, la canadese Blue Diamond, l’indonesiana Archipielago
International e la turca Atg, che per decenni hanno gestito con
relativo successo una parte significativa del settore.
Il turismo era iniziato a calare negli ultimi anni: 2,2
milioni di visitatori complessivi nel 2024 e 2,4 milioni nel
2023, ben lontani dai 4,6 milioni del 2018 e dai 4,2 milioni del
2019.
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