“Nel tempo attuale,
così segnato da polarizzazioni, rivalità e conflitti che
sfociano in guerre devastanti, il vostro impegno assume un
valore ancora maggiore: lo sport può e deve diventare davvero
uno spazio di incontro!”. Lo ha detto il Papa incontrando gli
atleti olimpici e paralimpici di Milano-Cortina. Lo sport dunque
è “non un’esibizione di forza, ma un esercizio di relazione”.
“Ho voluto ricordare, in occasione di questi Giochi, il
valore della tregua olimpica. Voi, con la vostra presenza, avete
reso visibile questa possibilità di pace come una profezia
niente affatto retorica: spezzare la logica della violenza per
promuovere quella dell’incontro”, ha sottolineato il Pontefice.
Poi Leone ha messo in guardia gli atleti da alcune
“tentazioni”: “quella della prestazione a ogni costo, che può
condurre fino al doping. Quella del profitto, che trasforma il
gioco in mercato e lo sportivo in divo. Quella della
spettacolarizzazione, che riduce l’atleta a un’immagine o a un
numero. Contro queste derive, la vostra testimonianza è
essenziale”.
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