Dalle immagini di Pinocchio della
tradizione, con le figurine e le illustrazioni che hanno
accompagnato l’evoluzione del personaggio, alle interpretazioni
contemporanee del burattino, fino alle opere realizzate dagli
allievi dell’Accademia di Brera che invece hanno immaginato
visioni future partendo da collezioni di oltre un secolo fa del
Museo della Figurina dove il mondo veniva rappresentato
sottosopra. Fondazione Ago interpreta così il Caos, il tema
dell’edizione 2026 del Festivalfilosofia, con due mostre che
aprono a Modena il 18 settembre a Palazzo Santa Margherita e che
nei tre giorni del festival, da venerdì a domenica, si possono
visitare a ingresso libero.
L’esposizione ‘Pinocchio a rotta di collo. Le metamorfosi di
un burattino’ è proposta, a 200 anni dalla nascita di Carlo
Collodi, dal Museo della Figurina, con il coordinamento di
Francesca Fontana, è a cura di associazione Hamelin in
collaborazione con Pompeo Vagliani (Fondazione Tancredi di
Barolo-Musli) e si potrà visitare fino al 7 febbraio: oltre alle
immagini storiche ci sono illustrazioni, video e installazioni
di Roberto Catani, Gianluigi Toccafondo, Marco Corona, Luca
Caimmi e Beatrice Pucci. La mostra ‘Come frammenti nell’assurdo.
Sguardi contemporanei sul Museo della Figurina, tra caos e nuovi
mondi’ si inaugura alla presenza degli allievi della Scuola di
Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Brera che, guidati
dall’artista e docente Matteo Cremonesi, accompagnati dagli
operatori di Fondazione Ago, si sono immersi nell’archivio del
Museo della Figurina e ne hanno tratto spunti per realizzare
video, installazioni, opere digitali che nell’allestimento sono
accostate a una selezione delle figurine storiche alle quali
sono ispirate. La mostra è visitabile fino al 18 ottobre e
l’immagine scelta per promuoverla è tratta da ‘La Melagrana’, un
video creato da Jiale (Edo) Wu con le dinamiche di un videogioco
dove un mondo digitale è sospeso in uno stato di euforia.
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