Nuove immagini di Google Maps
rivelano la vasta portata della devastazione causata dalla
guerra di tre anni a Gaza e la gravità della perdurante crisi
umanitaria che colpisce i 2,3 milioni di abitanti del
territorio: distruzioni di abitazioni, attività commerciali e
luoghi di culto avvenute dopo il fragile cessate il fuoco. Lo
riferisce il Guardian.
Le immagini, scattate nel giugno di quest’anno, mostrano
enormi accampamenti di tende che si estendono lungo gran parte
della costa, spesso a pochi metri dal mare. Il porto principale
di Gaza, un tempo animato e ora gravemente danneggiato e privo
di pescherecci, è circondato da sistemazioni di fortuna. Ogni
spazio aperto disponibile a Gaza City è stipato di baracche,
tende e capanne.
Le riprese mostrano inoltre ingenti danni alle città
settentrionali come Beit Lahiya e Beit Hanoun, nonché la
distruzione di luoghi di culto come la moschea Istiqlal a Khan
Younis. Quartieri importanti di Gaza City, come Jabaliya e
Shuja’iya – presi di mira in ripetute offensive israeliane –
appaiono ormai chiaramente inabitabili.
Distese di macerie sono inoltre visibili nel sud di Gaza, dove
un’ampia fascia di territorio lungo il confine con l’Egitto
sembra essere stata sgomberata dalle forze israeliane. La città
di Rafah appare quasi interamente ridotta in macerie, mentre Tel
al-Sultan è stata rasa al suolo.
“La stima della quantità totale di macerie a Gaza è di 61
milioni di tonnellate. Si tratta di una quantità circa 20 volte
superiore a quella generata in tutti i conflitti nel mondo negli
ultimi 18 anni”, ha dichiarato Jaco Cilliers, rappresentante
speciale del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo
(Undp) in Palestina.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








