(di Angelo Cerulo)
“Mamma r’o Carmine, che sta
succedendo?”: sorride Gianni Parisi – ‘cattivo’ in Gomorra e
nella sceneggiata di Mario Merola – quando racconta un aneddoto
riguardante Massimo Troisi, giovane protagonista alle prime
esperienze in una rappresentazione sacra a San Giorgio a
Cremano. Spiega l’attore 68enne durante uno spettacolo per la
stagione teatrale della Fondazione Banco di Napoli con direttore
artistico Nicola Le Donne: “Massimo interpretava Gesù in croce,
improvvisamente la croce si inclinò e, spaventato, Massimo
invocò l’aiuto della Madonna del Carmine”.
Parisi ne parla con un forte richiamo alle origini della sua
città alle porte di Napoli in un coinvolgente show dal titolo
“Da Ponente a Levante’ (con Guido Della Gatta e Claudia
Paganelli): “Uno spettacolo che racconta la mia carriera
artistica, i miei 45 anni di teatro. Bisognerebbe dire da
Levante a Ponente perché è questo il giro del sole; ma siccome
ho fatto il boss Gerlando Levante nella serie ‘Gomorra’ ora
faccio un viaggio all’inverso”. Un cattivo che, nella
sceneggiata, diventa ” ‘o malamente” verso il quale una volta,
in un teatro della provincia napoletana, uno spettatore voleva
dare a Merola una pistola vera per uccidere sul palco l’attore
Parisi dal momento che la pistola finta nelle mani del grande
artista napoletano si era inceppata. Ma Parisi è ‘cattivo’ anche
nella vita? “No, no, assolutamente no. Diceva la mia maestra
Luisa Conte che l’attore vero si vede quando fa una cosa che
nella vita non è” tiene a sottolineare l’attore, sposato e con
due figli.
Fra aneddoti e gag, poesie e ricordi, Parisi – il ‘cattivo’ a
cui piace interpretare anche ruoli di caratterista comico e
brillante – traccia un percorso che lo ha visto fra i
protagonisti della scena artistica napoletana e italiana. Alle
spalle una famiglia non di artisti ma di innamorati del teatro,
il viaggio parte dalla parrocchia a San Giorgio a Cremano, con
le prime esperienze insieme con Troisi. Poi comincia l’avventura
con Mario Merola: “Mi chiamò per fare la ‘sceneggiata’. Sono
stato sempre grosso e imponente, quindi immediatamente cominciai
a fare il ruolo del ‘cattivo'”.
Segue la “straordinaria indimenticabile parentesi” al Teatro
Sannazaro, recentemente distrutto dalle fiamme. E qui il
racconto si fa emozione: “Diciannove anni complessivamente al
Sannazaro prima con la grande Luisa Conte poi con la nipote Lara
Sansone e altri artisti”. Esperienza, intervallata, con
spettacoli importanti con i grandi Aroldo Tieri e Giuliana
Lojodice. E ancora 8 anni di lavoro con Carlo Buccirosso. E, in
contemporanea, cinema e televisione. Molti lo conoscono con la
serie Gomorra nei panni del boss Gerlando Levante. Ma per la tv
e il cinema aveva già fatto tanto. Era stato scelto da Vanzina
per Anni ’50, Anni ’60. Poi Un Ciclone in famiglia.
Ma è il rapporto col Teatro Sannazaro che ha lasciato un
segno indelebile nel suo cuore e nella sua mente: “Le fiamme dei
giorni scorsi? Ho perso casa mia. Tutti i miei ricordi. Mi sono
fidanzato al Sannazaro, mi sono sposato al Sannazaro. Tutta la
mia vita è passata da quel Teatro. Ci ho anche dormito: facevamo
le prove il pomeriggio, lo spettacolo la sera, la mattina dopo
alle 8 la mattinata per gli studenti. E quindi rimanevo”. Che
bisogna fare in modo per rilanciare il Sannazaro distrutto?
“Innanzitutto ricostruirlo – conclude Parisi – Ho letto una cosa
molto bella: non bisogna chiedere quanto ci costerà
ricostruirlo, ma ci dobbiamo chiedere quanto ci è costato
perderlo”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








