(di Mauretta Capuano)
Donne che combattono, in cerca di
riscatto e solidarietà, che sanno ascoltare anche le voci
“mostruose che vivono dentro di noi”.
Tra gli esordi che arrivano in libreria dopo le vacanze estive
spicca ‘La lunga estate dei gelsomini’ di Licia Tumminello, che
esce l’1 settembre per Nord, ispirato alla vera storia delle
gelsominaie siciliane che nel secondo dopoguerra scioperarono
per i propri diritti. La bracciante Grazia Costa che da quando
aveva 11 anni lavora nella piantagione del barone Puglisi,
diventata a 23 anni caposquadra, non riesce più a tacere di
fronte agli abusi e convince le sue compagne a ribellarsi per
ottenere condizioni di lavoro più giuste. Tumminello,
palermitana di nascita e cremasca di adozione, laureata in
giurisprudenza, che prima di dedicarsi alla scrittura ha
lavorato in ambito bancario e ha già ricevuto vari
riconoscimenti per le sue opere di narrativa breve, nel suo
primo romanzo racconta il percorso di una donna che vuole
decidere da sola qual è davvero il suo posto nel mondo.
Molte donne, tutte in qualche modo mostruose, abitano nelle
pagine di ‘Acqua, sapone e gin tonic’ delle attrici e autrici
Elisa Maria Bottiglieri e Marianna Folli, in uscita il 15
settembre per De Agostini. Sono racconti nati da uno spettacolo
teatrale di grande successo e da una pagina Instagram in forte
crescita, che uniscono satira e osservazione sociale con uno
sguardo lucido e spietato. Bottiglieri e Folli costruiscono un
vero e proprio bestiario di “mostre” femminili che ci somigliano
più di quanto vorremmo ammettere. Ci sono la mamma sfranta, la
predatrice sessuale, la timorata di Dio, la collega invidiosa.
Il progetto di satira sociale Le Mostre che ha preso vita nel
2023 da un’idea di Elisa Maria Bottiglieri, a cui si è unita
Marianna Folli, è ispirato a I Mostri di Dino Risi e su
Instagram (@le.mostre) ha avuto da subito un grande riscontro.
In ‘Fortissimo, in arrivo il 22 settembre per Longanesi, Gianna
Fratta racconta la sua storia, quella di una bambina che non ha
mai smesso di sognare di diventare direttrice d’orchestra da
quando i genitori a 9 anni la portarono a un concerto ed è
riuscita a chiamarsi Maestra davanti alle più importanti
orchestre del mondo. Per arrivare a realizzare quel sogno ha
compiuto però un percorso tortuoso, pieno di sacrifici e prove
di resistenza “perché nel mondo della musica il talento da solo
non è abbastanza, soprattutto quando si sceglie di occupare un
podio che non sembra pensato per te”. Fratta, classe 1973 – che
ha diretto orchestre di rilievo internazionale come i Berliner
Symphoniker, l’Orchestre National d’×le-de-France, la Orquesta
Filarmónica de Montevideo, la Royal Academy di Londra,
l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, della Fenice di
Venezia, del Massimo di Palermo e dal 2009 è Cavaliere della
Repubblica Italiana – in questo suo primo libro più che il
successo ha voluto però raccontare una vocazione, la fatica e la
costruzione di un’identità.
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