Il ministro degli Esteri cubano,
Bruno Rodríguez, ha accusato gli Stati Uniti di utilizzare la
lotta al narcotraffico o a “un inesistente narcoterrorismo” come
“pretesto” per militarizzare l’America Latina e i Caraibi e per
imporre, secondo le sue parole, “una nuova versione della
Dottrina Monroe”.
L’esponente del castrismo ha rilasciato queste dichiarazioni
durante una riunione ministeriale della Comunità degli Stati
latinoamericani e dei Caraibi (Celac), tenutasi a margine
dell’81/a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Successivamente, ha pubblicato i punti salienti del suo discorso
su X.
Secondo il ministro, la regione è bersaglio di un'”offensiva”
da parte dell’amministrazione Donald Trump, volta ad
“aggiornare” la Dottrina Monroe attraverso nuovi “corollari”.
Tra gli elementi di questa politica, ha citato la
“militarizzazione regionale”, i dazi imposti ai Paesi
dell’America Latina e dei Caraibi e azioni che, a detta
dell’Avana, mirano a dividere i governi della regione in alleati
e avversari.
Tale accusa giunge mentre Washington sta conducendo una
campagna militare contro il narcotraffico nelle acque dei
Caraibi e del Pacifico, avviata nel settembre 2025.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA







