“E’ surreale che a Kiev non ci sia un
rappresentante delle altre opposizioni e neanche un
sottosegretario di governo. Era un dovere morale che qui ci
fossero Giuseppe Conte, Matteo Renzi o Elly Schlein”. Lo
sottolinea il leader di Azione Carlo Calenda parlando a Kiev
dove si trova con una rappresentanza del partito, costituita tra
gli altri da Ettore Rosato e Federica Onori.
Calenda, questa mattina, era a piazza Maidan per la
cerimonia in ricorso dei caduti della guerra a quattro anni
dall’invasione della Russia. “Mi sembra inappropriato che
neanche un sottosegretario di governo – il ministero degli
Esteri ne ha quattro – sia qui. Gli ucraini combattono anche per
noi”, spiega Calenda secondo il quale, in questi ultimi mesi,
c’è “un chiaro” segnale da parte del governo sul fatto che il
sostegno a Kiev sia “diminuito”.
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